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Canile e gattile, in media 50 adozioni al mese. Ma alcuni animali vengono riportati

Negli ultimi mesi restituiti oltre 40 amici a quattro zampe. Tra i motivi principali, la poca conoscenza dell’animale. La Polizia locale monitora il fenomeno delle “staffette” illegali

Anche nell’estate del 2023 è proseguito a Modena il fenomeno, emerso durante la pandemia ed esteso a livello nazionale, dell’aumento della rinuncia al possesso di cani e gatti, che vengono affidati, poi, alle strutture intercomunali rispettivamente di via Nonantolana e in strada Pomposiana. Da inizio anno, infatti, sono stati 21 i cani a cui i cittadini modenesi hanno rinunciato, mentre per i gatti, oltre a 19 casi di rinuncia, nelle ultime settimane si è registrato un incremento significativo di ingressi di cucciolate. I dati, caratteristici dei mesi estivi, raccontano l’attività del periodo dell’anno più impegnativo per le due strutture, le cui gestioni, affidate dall’Amministrazione comunale, hanno l’obiettivo di dare una concreta risposta ai problemi degli “amici a quattro zampe” ospitandoli in spazi efficienti, assicurando cibo e cure veterinarie adeguate e soprattutto cercando nuove accoglienti famiglie in grado di adottarli.

La situazione del canile

Attualmente nel canile sono presenti circa 115 cani accuditi dagli operatori di Caleidos e dai volontari dell’associazione “Gruppo Argo”; in media accedono al mese 25-30 animali di cui circa 15 sono poi restituiti ai legittimi proprietari. Le adozioni sono una decina al mese. Per i cani da anni è obbligatoria l’identificazione con il microchip e quindi si è riusciti, nel tempo, a contenere il numero degli abbandoni che quest’anno hanno rappresentato il 28 per cento dei cani entrati; l’articolo 727 del Codice penale punisce, infatti, questa cattiva abitudine, che si presenta appunto nei mesi dell’estate: la condanna per i responsabili può arrivare a un anno di reclusione e un’ammenda fino a 10 mila euro. Il reato di maltrattamento di animali (544-ter) prevede, invece, fino a 18 mesi di reclusione e una multa che può arrivare a 30mila euro.

Per contro, si assiste alle richieste di cessione al canile degli animali di proprietà per motivi diversi (per esempio cambio di casa, nascita di un bambino, difficoltà di mantenimento per problemi economici e incapacità di gestione per problematiche comportamentali): da gennaio sono entrati, appunto, 21 cani da rinuncia e 16 sono in lista d’attesa. “Quest’ultimo è un numero elevato - spiegano dall’Ufficio Diritti animali del Comune di Modena - che si lega alla tipologia di cane che ultimamente entra, sia ritrovato sul territorio sia per rinuncia: un animale di grossa taglia con problemi comportamentali. Per il benessere e la sicurezza dell’individuo e degli altri cani già presenti nella struttura, la loro gestione prevede l’utilizzo di un box singolo con la conseguente drastica diminuzione degli spazi a disposizione; spesso, poi, sono necessari percorsi di recupero comportamentale”.

Adozioni che falliscono

Più in generale, sottolineano gli operatori comunali, “prima di adottare un animale è importante averlo incontrato e conosciuto, con l’obiettivo di accoglierlo in casa solo dopo aver sviluppato un percorso che ha portato al ‘match’ col nucleo familiare. In questo modo il rapporto potrà essere strutturato da entrambe le parti e il rischio di rinuncia o di abbandono dell’amico a quattro zampe, anche quando invecchia o presenta problemi di salute, risulterà significativamente ridotto”.

Gli amici a quattro zampe accolti per rinuncia dal canile di via Nonantolana 1219 sono in genere molossi o terrier di tipo bull (come, per esempio, pitbull e amstaff), maschi, non castrati, che crescendo manifestano la propria indole: l’indicazione, anziché portarli in canile, “è di rivolgersi a un professionista che tenti di facilitare la relazione con i proprietari”. In altri casi alcuni modenesi hanno motivato la rinuncia al proprio cane in quanto molto anziano, “perché non pronti a vederlo morire: ma è evidente - rilevano ancora dall’Ufficio Diritti animali - che per l’animale è ancora peggio affrontare, dentro a un box, l’ultimo periodo di vita e lontano dalla famiglia in cui è stato per tutta la sua esistenza”.

Le "staffette"

Un ulteriore elemento che contribuisce ai nuovi ingressi nei canili è rappresentato dal fenomeno dei “finti ritrovamenti” di cucciolate che provengono da altre regioni, le cosiddette staffette, ovvero spostamenti di cani in genere dal Sud Italia che avvengono in maniera illegale in violazione alle normative sul benessere animale e sul trasporto. Proprio per contrastare queste condotte illecite, all’interno del più ampio progetto contro i maltrattamenti degli animali, negli ultimi anni la Polizia locale ha sviluppato una “mappatura” delle attività sia attraverso controlli sulle “staffette” che transitano nei pressi dei caselli autostradali sia attraverso la raccolta di dati sulle persone che “movimentano” cani provenienti da altre regioni, in attesa di collocarli nelle abitazioni di cittadini modenesi.

Approfondimenti con l’Ufficio Diritti animali al telefono (059 2032211 - 059 2032536) e via mail (ufficio.diritti.animali@comune.modena.it). Se si trova un cane vagante, ferito o abbandonato o un gatto ferito o in difficoltà si può contattare la Polizia locale al numero 059 20314.

Il gattile intercomunale

Favorire la sterilizzazione dei gatti, non solo quelli che vivono in libertà (le colonie feline) ma anche quelli di proprietà, come strumento per riuscire a gestire una popolazione di mici sani. È una delle azioni dell’Ufficio Diritti animali del Comune di Modena, che si occupa di individuare e coordinare le problematiche relative alla gestione degli animali, tra cui appunto i felini, presenti sul territorio cittadino. Sono circa 200 i gatti che vivono attualmente nel gattile intercomunale di Marzaglia, accuditi dagli operatori di Caleidos e dai volontari di Oipa, l’associazione che collabora nella gestione della struttura di strada Pomposiana e delle colonie feline.

In media nel centro entrano mensilmente 40 gatti e, spiegano gli operatori comunali, “la restituzione ai proprietari è resa difficile dalla mancanza di identificazione non obbligatoria per legge; sono davvero pochi i mici che si riescono a riconsegnare ai padroni, meno di una ventina all’anno”. I piccoli entrati da gennaio a luglio sono stati 175, mentre le adozioni nei periodi delle cucciolate arrivano anche a 40 al mese. In estate non mancano i “classici” ritrovamenti di gattini appena nati lasciati in una scatola nei pressi dei cassonetti dei rifiuti.

La maggior parte dei felini che accede al gattile presenta, infatti, problematiche che richiedono poi assistenza sanitaria a vari livelli. E gli operatori e i volontari hanno l’esperienza e le competenze necessarie per accogliere, seguire e garantire agli animali non solo le cure più efficaci ma anche la miglior adozione possibile.

“Per permettere l’accesso dei gatti che hanno reale necessità di entrare in struttura - precisano dall’Ufficio Diritti animali - è indispensabile la collaborazione di tutti”. In caso di ritrovamento di un gatto ferito o in difficoltà, infatti, è possibile rivolgersi alla Polizia locale per l’attivazione del previsto servizio di recupero. È sconsigliato, invece, prelevare i gatti direttamente dalla strada anche perché in questa maniera si sottrae l’animale dal suo ambiente, dalla sua casa e dalla sua famiglia (umana o felina), impedendone l’eventuale restituzione ai proprietari”.

Lanagrafe per gli animali d'affezione

Tra l’altro, è possibile iscrivere il micio di proprietà all’Anagrafe animali d’affezione. Non si tratta di una pratica obbligatoria per legge ma agevola l’iter di individuazione del proprietario in caso di recupero del gatto in difficoltà. Si ricorda, inoltre, che i gatti appartenenti a una colonia censita hanno accesso alla sterilizzazione gratuita, attraverso l’Azienda Usl e in media ogni anno sono 140 i gatti liberi su cui viene effettuata la sterilizzazione; infine, aggiungono gli operatori comunali, “anche i cittadini che possiedono mici che vagano sul territorio possono contribuire sterilizzando il proprio animale. In questo modo si contribuisce a non alimentare le gravidanze delle gatte che vivono in libertà, amplificando eventuali problematiche sanitarie”.

I cittadini che intendessero accogliere in famiglia un gattino possono rivolgersi al gattile di via Pomposiana 292/A contattando il numero 059 7160407.

Approfondimenti con l’Ufficio diritti animali al telefono (059 2032211 - 059 2032536) e via mail (ufficio.diritti.animali@comune.modena.it). Per informazioni sulla gestione dei gatti di colonia contattare il Punto d’ascolto via mail (guardiemodena@oipa.org) o al telefono (349 7706639) tutti i giorni dalle ore 9 alle 19.

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