Incendio alla sede della Municipale di Mirandola, aiuti per le famiglie coinvolte

Le fiamme avevano provocato la morte di due donne e costretto nove famiglie, 23 persone di cui 9 minori, a una sistemazione d'emergenza. La Fondazione vittime di reati della Regione ha stanziato 50.500 euro

foto Ansa

La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, istituita dalla Regione Emilia-Romagna, ha stanziato 50.500 per le famiglie di Mirandola che abitavano negli appartamenti di edilizia popolare sovrastanti la Polizia Municipale, dopo l’incendio doloso appiccato la notte del 21 maggio scorso che aveva provocato la morte di due donne e costretto nove famiglie a una sistemazione d’emergenza.

Gli aiuti, che si sommano a quelli disposti dagli Enti Locali, sono stati approvati dal Comitato dei Garanti della Fondazione. I fondi sono destinati in parte come segno di solidarietà verso i familiari di Marta Goldoni, perita nell’incendio, e in parte per aiutare le altre famiglie a traslocare e ad acquistare mobili o elettrodomestici per i nuovi appartamenti assegnati.

Nell’immediato, per fronteggiare la prima fase di emergenza abitativa, era stata messa a disposizione dall’Amministrazione comunale di San Prospero una struttura appena ultimata, che doveva essere adibita a microresidenza per anziani e che aveva potuto accogliere alcune famiglie, mentre altre avevano trovato soluzioni alternative.

Nei mesi successivi il Comune di Mirandola aveva provveduto a concordare con ciascun nucleo familiare, assegnatario di alloggio pubblico, un percorso individualizzato tenendo conto della condizione sanitaria degli abitanti, della composizione dei nuclei e delle eventuali conseguenze fisiche e psicologiche derivanti dal reato. Il Comune aveva inoltre sostenuto direttamente le spese per gli alloggi di emergenza e avviato i rapporti con l’assicurazione.

Grazie a questo percorso, curato dal Servizio Sociale di Mirandola, il sindaco ha potuto presentare alla Fondazione per le vittime dei reati un’istanza, accolta dal Comitato dei Garanti il 16 dicembre scorso.

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Sono state raggiunte tutte le famiglie coinvolte, complessivamente 23 persone di cui 9 di minore età e 4 con invalidità fisica o psichica, con aiuti stabiliti di volta in volta tenendo conto dell’entità del danno subito e della presenza di persone con particolari fragilità quali bambini, anziani, disabili.

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