Martedì, 22 Giugno 2021
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Negli alimenti etichette a difesa anche del made in Italy

Ok unanime del Consiglio comunale alla mozione di Bosi (Lega) che chiede di promuovere l’adozione del sistema di etichettatura proposto dal Ministero italiano

Diffondere nelle imprese locali del settore alimentare la conoscenza di “NutrInform Battery”, il sistema di etichettatura italiano, allo studio dell’Unione Europea, che valuta l’igiene, la sicurezza e gli elementi nutrizionali degli alimenti, con l’obiettivo di “promuovere l’adozione di questo metodo di classificazione, a difesa anche del made in Italy”. È l’invito contenuto nell’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 3 giugno, che chiede, inoltre, di incoraggiare il recepimento di “NutrInform Battery” da parte delle istituzioni comunitarie. La mozione, presentata da Alberto Bosi per Lega Modena e sottoscritta anche da Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia e Forza Italia, è stata approvata dopo essere stata emendata su richiesta di Ilaria Franchini (Pd), che in due distinti documenti ha ricordato l’impegno della Regione Emilia Romagna nella promozione di un’alimentazione sana e sicura e ha sollecitato maggiore attenzione, a livello internazionale, verso le caratteristiche Dop, Igp e Stg di numerosi prodotti italiani.

La mozione ricorda il percorso avviato dall’Unione Europea per definire un sistema universale di etichettatura dei prodotti alimentari: l’iter si concluderà nel 2022 e uno dei sistemi in valutazione è quello francese “Nutri Score”, che utilizza i colori del semaforo per esprimere giudizi. “Se venisse introdotto – ha spiegato Bosi – a subirne le conseguenze sarebbero cibi ricchi di grassi sani come l’olio d’oliva, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma, visto che “Nutri Score” si contrappone ai principi della dieta mediterranea basata sul consumo bilanciato di tutti gli alimenti. Sarebbe un attacco commerciale alle eccellenze locali”.

Il documento sottolinea invece la validità del sistema “NutrInform Battery” proposto dal Ministero per lo Sviluppo economico italiano: con questo metodo nell’etichettatura non si valutano i singoli cibi, bensì la loro incidenza nell’alimentazione, “evidenziando – recita la mozione – la percentuale degli elementi nutritivi in relazione alla quantità giornaliera raccomandata dall’Unione Europea”. L’ordine del giorno sollecita dunque l’Amministrazione comunale a favorire già a livello locale la scelta di questo metodo, nell’ottica di “un sistema condiviso che tuteli i consumatori e salvaguardi la nostra filiera alimentare”, invitando allo stesso tempo l’Ente ad attivarsi con Regione, Governo e Unione Europea “a difesa delle eccellenze italiane”.

Aprendo il dibattito per Lega Modena, Stefano Prampolini ha spiegato che la discussione sui sistemi di etichettatura ha portato i consumatori “a dedicare sempre maggiore attenzione ai contenuti dei prodotti alimentari”, ricordando che il fine di “NutrInform Battery” è proprio quello di fare in modo di “illustrarne i vari elementi”.

“Per tutelare i consumatori – ha rilevato Ilaria Franchini (Pd) – occorre informarli rispetto alla filiera dei prodotti e all’origine della materia prima”, un’attività in cui “l’Italia è in prima fila, a partire dai progetti di educazione alimentare”. Secondo la consigliera, “Nutri Score” sarebbe “nocivo e invalidante per le produzioni di qualità”.

“Riduttivo e fuorviante”: così Katia Parisi (Modena civica) ha definito “Nutri Score”. Sollecitando la presenza di informazioni trasparenti sui prodotti alimentari, la consigliera ha detto che i prodotti italiani meritano maggior tutela “non solo perché provengono dal nostro territorio, ma anche perché ricchi di sostanze nutritive”.

Per Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) il sistema di etichettatura francese “è fumo negli occhi a vantaggio di chi vuole far prevalere un prodotto a prescindere dalla qualità o dall’originalità”. Il consigliere ha messo l’accento sull’importanza di “valorizzare la qualità dei prodotti o degli ingredienti che li compongono”.

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