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Altruismo e intelligenza: lo studio di Unimore che indaga le capacità cognitive

L’altruismo emerge più frequentemente tra le persone dotate di elevata abilità strategica è quanto emerge da uno studio, condotto dai ricercatori di Unimore del laboratorio Rebel, e pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports. La ricerca fornisce un nuovo elemento di comprensione del comportamento umano e potenzialmente una chiave anche per la comprensione delle teorie organizzative fondate sulla collaborazione

Uno studio  ovvero l’abilità strategica. Ad approfondire questa correlazione sono stati i ricercatori del Laboratorio Rebel, Diretto dalla prof.ssa Francesca Pancotto del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore, una struttura di riferimento per la raccolta dei dati tramite il metodo dell’economia sperimentale che promuove l’attività di ricerca sull’economia comportamentale.

La ricerca dal titolo “Reflectivity relates differently to pro sociality in naïve and strategic subjects”, pubblicata sulla rivista Nature Scientific Reports, condotta dalla prof.ssa Pancotto e dal ricercatore in Metodi matematici Simone Righi dell’Università Cà Foscari di Venezia, approfondisce in particolare l’aspetto sull’abilità strategica, una qualità che indica quanto una persona sia capace di comprendere il comportamento altrui e tenerlo in considerazione nel momento in cui prende una decisione.

Gli studiosi hanno portato evidenza alla teoria che lega queste due caratteristiche individuali, spiegando come l’altruismo emerga più di frequente tra le persone dotate di elevata abilità strategica, anche se queste ultime possono, per effetto di educazione, cultura ed incentivi, essere spinte dalle circostanze ad agire in maniera più egoistica.
Oltre a contribuire al dibattito sul legame tra prosocialità e capacità cognitive, presente sia negli studi di economia comportamentale che di psicologia, questo studio fornisce un importante elemento per la comprensione delle teorie organizzative fondate sulla collaborazione.

Si potrebbe usare questo risultato per sfatare il mito secondo cui le persone intelligenti siano geni autoreferenziali: al contrario, - afferma la prof.ssa Francesca Pancotto di Unimore - la capacità di capire gli altri e considerare le scelte degli altri nelle proprie, tipica dei leader, sarebbe naturalmente legata alla loro pro socialità. Se vediamo comportamenti diversi da questo, è “colpa” almeno in parte della società e dell’educazione alla cultura dell’egoismo. Sicuramente un ottimo spunto su cui riflettere!

Francesca Pancotto

Francesca è professoressa associata al Dipartimento di Comunicazione ed Economia all’Università’ di Modena e Reggio Emilia. Si è laureata nel 2001 all’Università’ Bocconi di Milano e ha conseguito il PhD in Economics and Management presso la Scuola S. Anna di Pisa. E’ stata post doctoral scholar all’HEC in Belgio e al dipartimento di Economia dell’Università di Bologna dal 2009 al 2011. E’ stata visiting researcher presso l’Australian University of Technology a Sydney (AUT), ANU Auckland, e all’UBC, University of British Columbia a Vancouver in Canada. I suoi interessi di ricerca sono legati allo studio della razionalità delle scelte umane e il legame con le norme sociali e all’evoluzione di tali norme nelle comunità. 

Simone Righi

Simone è ricercatore in Metodi Matematici per l’economia e la finanza presso l’università’ Ca’ Foscari di Venezia. Si è laureato all’ Università di Modena e Reggio Emilia nel 2006 e ha conseguito il phD in Economia all’Università’ di Namur in Belgio. E’ stato post-doctoral fellow at the Hungarian Academy of Sciences, all' Universita' di Modena and Reggio Emilia e Universita' di Bologna. E’ stato Lecturer in Financial Computing at University College London. I suoi interessi di ricerca sono legati a come le persone, le imprese e le istituzioni cooperanti e interagiscono nei social network.

R.E.B.E.L.

Il Laboratorio R.E.B.E.L., nato nella sede Reggiana dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha lo scopo di promuovere le attività di ricerca sul tema dell'economia comportamentale e sperimentale e più in generale di tutti i temi di analisi del comportamento umano che tengano in considerazione gli aspetti comportamentali individuali e il loro effetto sulla società nel complesso. Gli ambiti di studio e di intervento privilegiati sono quelli dell'economia, della cooperazione e delle norme sociali. Il Laboratorio nasce con l'obiettivo di fornire per l'area Emiliana una struttura di riferimento per la raccolta dei dati tramite il metodo dell'economia sperimentale. Il laboratorio Rebel è anche una struttura mobile per favorire la raccolta di dati non solo nelle sedi universitarie, normalmente utilizzate in letteratura, ma anche in altre sedi e soprattutto sul campo, rispondendo all'esigenza crescente di espandere l'ampiezza del campione utilizzato e delle metodologie di raccolta dei dati sperimentali.

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