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Scuola. Alunni stranieri in numero stabile, ma a Modena è record di classi "ghetto"

Nessuna crescita del numero di studenti stranieri in Emilia-Romagna, ma resta il problema della suddivisione tra le classi, che deve tenere conto di criteri di residenzialità che ormai sempre più spesso sforano la quota del 30% di stranieri

La percentuale di alunni stranieri aumenta leggermente nelle scuole dell'Emilia-Romagna, un +0,6% che non modifica troppo la situazione rispetto allo scorso anno scolastico. Tanto piu' che si parla per buona parte dei casi di alunni privi di cittadinanza italiani ma nati in Italia e dunque senza i gravi problemi linguistici dei nuovi arrivi. 

A questo proposito "non ci sono flussi significativi in arrivo", assicura il provveditore regionale Stefano Versari. Eppure lo stesso numero uno dell'Usr solleva il problema delle classi con molti alunni stranieri. Soprattutto nei grossi centri in alcune zone "si arriva al 50% e anche al 60% per classe. Questo non va bene, ma è un problema di politiche abitative".  Il tetto previsto, lo ricordiamo, sarebbe del 30% per classe.

I 'ghetti' a scuola sono insomma il frutto di enclave etniche che si creano nelle città a causa della distribuzione degli appartamenti Erp o dell'andamento del mercato degli affitti. Ma la "formazione di gruppi monoculturali non è utile per nessuno, anzi è dannosa", sottolinea Versari.

Gli alunni stranieri sono complessivamente nell'anno scolastico 2018-2019 al via lunedi' prossimo 95.703, il 17,4% della popolazione scolastica. Le classi in deroga al limite del 30% degli studenti stranieri sono ben 3.447, ci cui 1.624 nella scuola elementare. Il record delle classi in deroga è a Modena, che ne ha 829: un numero davvero elevato se pensiamo che Bologna, seconda in questa graduatoria ma con una popolazione ben più elevata, ne conta 709.

(fonte DIRE)

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