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L'approfondimento | Il contagio e quello che i numeri non possono dire

Le statistiche si rincorrono di giorno in giorno, ma è necessario analizzarle con spirito critico per comprendere che i dati, da soli, non possono fotografare l'epidemia in tempo reale

Numeri e statistiche possono essere l'emblema della chiarezza - se non addirittura della verità – ma possono anche trarre in inganno quando fotografano solo realtà parziali. Per questo occorre fare chiarezza sui numeri del contagio da coronavirus in atto, che quotidianamente e in modo trasparente vengono riportati dal Servizio Sanitario Regionale e dalla Protezione Civile a livello nazionale e poi pubblicati anche sulle nostre pagine.

E' sempre necessario ricordare che la cifra totale dei casi positivi – gli oltre 4.500 emiliano-romagnoli raggiunti oggi – non descrive la realtà della popolazione malata, bensì esclusivamente le persone risultate positive al tampone. Va da sè che questo numero può essere maggiore o minore in base alle scelte di politica sanitaria (il numero dei tamponi che si decide di fare), ma anche in base ai tempi di refertazione e quelli di comunicazione.

Questo significa anche che il numero dei malati contagiati da coronavirus è - e sarà sempre - superiore a quello riportato nel bollettino quotidiano dei positivi. Quanto superiore? Quasi impossibile dirlo. Il Servizio Sanitario verifica quotidianamente centinaia di situazioni attraverso molteplici canali: le chiamate ai medici di famiglia, quelle al 118, gli accessi al Pronto Soccorso e così via. Centinaia e centinaia di persone che magari presentano sintomi influenzali non gravi e che quindi restano in isolamento a casa (si spera), senza mai essere sottoposte a tampone.

Immaginiamo che in questa fase per le stesse autorità sanitarie sia molto complesso fare sintesi e produrre un report accurato del contagio. 

Per comprendere la vasta portata di questa pandemia sul territorio occorre quindi sempre parametrare i dati del contagio a quello dei test effettuati, che per altro nei prossimi giorni dovrebbero essere destinati a crescere in maniera significativa, come annunciato ieri dal Presidente Stefano Bonaccini. Se davvero si arriveranno ad effettuare 5.000 tamponi al giorno, allora i dati "esploderanno", ma ciò non significherà necessariamente che la pandemia avrà aumentato la propria forza.

Una statistica al momento fondamentale è - a nostro avviso - quella relativa ai ricoveri, che fotografano l'emergenza sanitaria da un punto di vista più specifico ma altrettanto significativo. Nell'ultima settimana gli interventi del 118 presso le abitazioni della provincia è cresciuto in modo molto significativo e con esso anche l'ospedalizzazione dei malati più gravi. Questo numero può essere utile a comprendere da un lato "l'aggressività" del virus e dall'altro lo sforzo cui è sottoposta la sanità pubblica, con sforzi notevoli per recuperare un numero sempre crescente di posti letto.

In conclusione, crediamo l'aggiornamento statistico giornaliero vada preso "con le pinze" e non possa essere considerato dai lettori come un quadro esaustivo dell'andamento del contagio. Troppe le variabili in gioco. Si tratta certamente di dati su cui riflettere con attenzione e dei quali è doveroso dare notizia, senza però farsi prendere dallo sconforto o viceversa da facili illusioni di miglioramento. Il nostro invito è quello ad approfondire sempre il significato dei numeri.

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