Appennino. Ausl al lavoro sui Centri prelievi per riorganizzazione del servizio

L’aggiornamento dell’Azienda sanitaria su un servizio fondamentale per i cittadini. In programma ulteriori provvedimenti

In merito a un servizio fondamentale quali i Centri prelievi della montagna, l’Azienda USL è al lavoro a un piano di progressiva riorganizzazione del servizio che consenta di rispondere in maniera sempre più adeguata e in sicurezza ai bisogni dei cittadini dell’Appennino. Se da una parte si è modificata l’offerta – anche in ragione della necessità di rispettare precisi criteri di sicurezza – con la sospensione dell’attività sulle sedi di Fiumalbo e Riolunato, dall’altra si è riaperta la sede di Sestola con un operatore aggiuntivo che regola gli accessi consentendo una migliore applicazione delle norme di prevenzione del contagio. L’Ausl ha inoltre stabilito, sempre per rispettare le norme di sicurezza, di ampliare gli orari per i prelievi presso la Casa della Salute di Fanano, con un complessivo aumento dell’orario totale dedicato all’attività di prelievo in quell’area del distretto.

“Come per molte altre situazioni in questa Fase 2 – dichiara il Direttore del distretto di Pavullo Carlo Serantoni – le attività sanitarie sono continuamente oggetto di rivalutazione in base allo scenario che si sta delineando giorno dopo giorno, e ai dati epidemiologici. Il Covid, infatti, oltre all’evidente impegno di cura che ha comportato direttamente per tutto il sistema sanitario, ha innescato a cascata una vera e propria rivoluzione nell’organizzazione dell’offerta assistenziale e nella presa in carico dei pazienti: distanziamento, necessità di sanificazione, screening dei pazienti. Tutte queste azioni hanno un forte impatto sulla capacità di risposta in termini di numero e sull’allungamento dei tempi delle prestazioni erogabili”.

In particolare i prelievi hanno visto la sospensione dell’accesso diretto, per evitare l’assembramento di quantità non controllate di pazienti. A Pavullo si è unito un ulteriore elemento di attenzione, cioè la necessità di “allontanare” il Centro Prelievi dalla sede ospedaliera perché tale area diventava indispensabile per la gestione dei pazienti con sospetto Covid da parte del Pronto Soccorso.

La nuova sede ha raggiunto il massimo degli accessi possibile sulla base delle normative attuali anti-covid (che ha purtroppo quasi dimezzato le possibilità di erogazione) però ulteriori provvedimenti potranno consentire su questa sede un aumento di circa 50-100 prelievi/mese entro inizio agosto. Anche l’attività presso la Casa della salute di Fanano ha dato buoni risultati con un aumento di circa il 10% dei prelievi, e tempi di attesa medi di circa 7 gg a fronte di un aumento orario delle sedute di 1,5 ore/settimana. Il Punto Prelievi di Sestola, reintegrato nelle sue funzioni da inizio luglio, ha visto un leggero aumento delle prestazioni rispetto all’analogo periodo del 2019. Ancora diversa la situazione nell’Alto Frignano: la Casa della Salute di Pievepelago ha “assorbito” le sedute prima previste a settimane alterne a Riolunato e Fiumalbo, con aumento delle prestazioni tra il 20 e il 30% su base mensile e un tempo medio di attesa di meno di 20 gg; stabile infine la situazione di Serramazzoni e Polinago rispetto al periodo pre-covid.

“E’ evidente che alcune modifiche organizzative possono aver suscitato perplessità o opposizione da parte delle comunità nelle quali l’attività dei Punti Prelievo è stata sospesa, ma proprio in quelle sedi si sono realizzati vantaggi, pur comprendendo che alcuni disagi possano esservi per chi ha dovuto cambiare la sede abitualmente utilizzata. Vorrei però ribadire che l’Azienda USL non ha ridotto la sua presenza e attenzione nell’area dell’Appennino. Al contrario l’ha quantitativamente aumentata provvedendo a una redistribuzione del servizio che consentisse di poter garantire ai cittadini gli adeguati livelli di sicurezza ma anche di massimizzare le risorse disponibili, concentrando alcuni servizi lì dove vengono erogati con più efficacia”.

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L’Ausl sta inoltre lavorando per aumentare, proprio nelle aree in cui sono stati chiusi i Punti Prelievo, gli eventuali prelievi a domicilio per pazienti che faticano a spostarsi, così come si rende disponibile per verificare con le Amministrazioni Comunali la possibilità di trasferimenti protetti per i pazienti che non dispongono di un mezzo di trasporto.

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