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Sabato, 21 Maggio 2022
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Approvato il project financing per il rinnovo della concessione della A22 ad Autobrennero

La soluzione dovrebbe sbloccare Cispadana e Bretella, evitando al contempo il bando europeo. Autobrennero dovrà versare alle casse pubbliche circa 260 milioni

Si brinda in casa Autobrennero, società che gestisce l'A22. Ieri l'assemblea del Senato ha dato l'ok definitivo alla conversione in legge del decreto Infrastrutture che conteneva anche un emendamento (di Pd e Italia Viva) in cui si autorizzava il ricorso ad un project financing per riaffidare la concessione trentennale da 1,8 miliardi all'attuale gestore senza bisogno di ricorrere ad una gara europea.

Autobrennero, quindi, potrà ora ricorrere entro il 31 dicembre del 2022 alla formula della finanza mista pubblico-privata per tutti gli investimenti che ha in programma di fare in 30 anni. Tra questi, in primis, i due tratti ancora da realizzare e dal lungo e travagliato iter dell'autostrada Campogalliano-Sassuolo e della Cispadana.

Quest'ultima opera, che dovrebbe collegare Ferrara e Modena era nell'idea originaria del 1986 una strada extraurbana secondaria a una corsia per senso di marcia, poi pensata come una strada a scorrimento veloce gratuita. Ma nel 2006 il progetto è cambiato prospettando un'autostrada a pedaggio del costo previsto di 1,1 miliardi. Un'intervento per cui la Regione Emilia-Romagna- saturando il tetto di 350 milioni del contributo massimo previsto- ha stanziato 150 milioni nel 2007 e 200 milioni tra aprile e novembre del 2019.

Sullo strumento del project financing, nel corso del dibattito, si sono appuntate le critiche del M5s. "Devo dire che quando sento parlare di project financing mi scatta sempre un campanello d'allarme", dice il senatore Mauro Coltorti. "Nel Paese una lunga serie di infrastrutture hanno utilizzato la finanza di progetto ed è facile verificarne i risultati, che in genere consistono nell'allungamento dei tempi di realizzazione e in quello, spesso ancora più cospicuo, dei costi", aggiunge il pentastellato.mSecondo cui "tirando le somme, in Italia fino ad oggi questo strumento non ha funzionato o ha funzionato molto poco". Infatti, "nato per agevolare la costruzione di opere pubbliche affidando l'investimento a privati e remunerandoli attraverso concessioni e riscossioni di canone- spiega ancora Coltorti- non ha raggiunto gli obiettivi previsti". Lo Stato "è sempre stato costretto ad aumentare i propri impegni finanziari, mentre i privati sono spesso rimasti bloccati dalle lungaggini burocratiche. E il contenzioso, che puntualmente si origina, allunga ulteriormente i tempi", conclude il senatore 5 stelle.

Con la conversione del decreto, infine, sono stati regolati alcuni rapporti finanziari tra lo Stato e Autobrennero che entro il 21 dicembre dovrà versare alle casse pubbliche circa 260 milioni.

Soddisfazione da parte di Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena: "La soluzione della vicenda della concessione per la gestione dell'Autobrennero è ora più vicina e si può guardare con un maggiore ottimismo al futuro delle opere sul territorio modenese che vedono coinvolta la società Autobrennero, come la Cispadana, la bretella Campogalliano-Sassuolo e la terza corsia nel tratto Campogalliano-Verona".

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