Mercoledì, 23 Giugno 2021
Attualità

Niente risorse per il concordato liquidatorio, buio pesto per la Goldoni

Oggi assemblea sindacale davanti ai cancelli, nella speranza che il Tavolo ministeriale possa portare notizie meno drammatiche di quelle riferite alla multinazionale cinese Lovol alla Regione

"Il presidente di Lovol Wang Guimin in videoconferenza dalla Cina è arrivato ad affermare che l'azionista non è in condizione di presentare alcuna proposta al tribunale e che non vi sono le risorse per un concordato liquidatorio. Questo significa palesemente che la società assistita dagli studi Dentons e Deloitte non è stata in grado, o non ha voluto impegnarsi rispettando quanto affermato e scritto fino a pichi giorni fa al Tavolo Regionale davanti alla Regione, ai Sindaci, alla Unione Industriali e alle rappresentanze sindacali, viene completamente capovolto, con un atteggiamento inqualificabile che deve avere, e siamo certi avrà le adeguate risposte a tutti i livelli, dai lavoratori che subiscono un atto di rapina e sciacallaggio fino alle istituzioni a tutti i livelli che vengo sbeffeggiate e prese in giro".

E' quanto riferisce la Cgil a seguito dell'incontro avvenuto ieri in videoconferenza tra la proprietà cinese della Goldoni Arbos e la Giunta Regionale, che getta ombre pesantissimesul futuro dell'azienda, di fatto prossima al fallimento.

Intanto i lavoratori hanno risposto da subito all'appello sindacale, ed è partito il presidio permanente davanti alla Goldoni in Via Canale Svoto 3 a Migliarina, che ha visto già ieri sera la presenza di oltre un centinaio di persone.  Questa mattina alle 10 si è svolta una assemblea davanti allo stabilimento con la presenza della Segretaria della Fiom/Ccil di Modena Stefania Ferrari, dove si è discusso della situazione drammatica in cui  l'irresponsabilità della multinazionale cinese Lovol ha messo i lavoratori della Goldoni, le aziende fornitrici del territorio e i loro dipendenti.

"Attendiamo la risposta alla richiesta fatta dalla Regione alla Lovol ed ai consulenti Dentons e Deloitte di non prendere decisioni fino alla convocazione al MISE. - commenta la Cgil - E' evidente che questa vertenza assume un'importanza nazionale e di prospettiva nei rapporti con le multinazionali. La priorità è e rimane la salvaguardia del''occupazione e la continuità dell'impresa sul territorio, cosi come previsto nel percorso condiviso fino a pochi giorni fa".

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