Ospedali, da ottobre 222 operatori positivi: "Difficile reperire personale"

Il Direttore Amministrativo dell'AOU di Modena traccia un bilancio aggiornato della situazione del personale ospedaliero

"In questi mesi il personale degli ospedali è stato potenziato con 379 assunzioni del comparto (personale infermieristico) e 62 medici, utilizzando oltre che i canali già disponibili, tutte le diverse forme di reclutamento, anche straordinarie, previste dai decreti del Governo. Cionondimeno, resta difficile reperire sul mercato del lavoro tutti gli operatori necessari in quanto, da un lato, la domanda da parte di tutti gli enti del SSN è aumentata contemporaneamente in modo esponenziale ed inoltre il sistema formativo non è ancora sufficientemente tarato per queste nuove esigenze".

A spiegarlo è dott. Lorenzo Broccoli, Direttore Amministrativo AOU di Modena, che specifica: "Per quanto riguarda la nostra Azienda si sono riscontrate difficoltà, ad esempio, per reperire tutto il personale necessario per garantire il pieno funzionamento dei nuovi moduli per le terapie intensive, che, come noto, sono strutture che richiedono un numero di operatori per posto letto più alto rispetto ad altri ambiti e, peraltro, con particolare specializzazione e competenze. Ad oggi è stata risolta la dotazione del modulo di Baggiovara già pienamente in funzione, e si sta lavorando per garantire le risorse di personale per quello di prossima apertura collocato presso il Policlinico".

Nello specifico sono stati assunti a tempo determinato tramite bandi pubblici, medici in formazione degli ultimi anni iscritti alle scuole di specializzazione nelle discipline per le quali sono emerse situazioni di carenza di organico (in particolare Anestesia e Rianimazione, Malattie Infettive, Pneumologia, Medicina Interna, Medicina d’Urgenza). Per quanto riguarda il personale infermieristico, grazie alla collaborazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che ha consentito di concludere in tempi rapidi l’iter per i neo-laureati, sono in acquisizione nei prossimi giorni ulteriori risorse, che si andranno ad aggiungere al flusso continuo di inserimenti che vengono effettuati. Questi rinforzi hanno consentito di garantire l’assistenza nei reparti COVID dovendo ricorrere in misura minore rispetto a marzo all’impiego di professionisti operanti in settori differenti, pur tenendo conto che l’organizzazione è dinamica in base alle effettive presenze del personale in servizio.

"Va ricordato, la situazione di criticità degli organici è aggravata dalla condizione di forte stress in cui opera il personale, e dal fatto che anche gli operatori si contagiano e si ammalano - sottolinea Broccoli - Dal 1° ottobre a oggi sono stati 222 gli operatori positivi al COVID (31 medici, 144 operatori del personale infermieristico, 30 tra specializzandi e studenti, 17 appartenenti al personale tecnico e amministrativo). Di questi ne risultano guariti 75, pari al 33%".

Gli ospedali ricevono un compenso più alto per i pazienti COVID19? Una domanda che ogni tanto ricorre che il Direttore Amministrativo AOU di Modena spiega così: "Si tratta di una fake news o, meglio, dell’interpretazione errata di un dato di bilancio assolutamente trasparente. Le Azienda Ospedaliero – Universitarie sono finanziate in base alla valorizzazione delle prestazioni che forniscono all’Azienda USL in base a un contratto di fornitura con la stessa. Ogni prestazione che l’Azienda USL acquista dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria ha una tariffa convenzionale definita nell’ambito del sistema di finanza pubblica per l’utilizzo più appropriato delle risorse del SSN, finanziato dalla tassazione generale. La valorizzazione delle prestazioni calcola in via forfetaria i costi complessivi del ricovero in base alle prestazioni da effettuare e rappresenta uno strumento convenzionale di programmazione economica sanitaria utile per regolare i rapporti economici fra Azienda USL (committente) ed AOU (erogatore di prestazioni), che si muove in un sistema totalmente pubblico, dove, evidentemente, non ha senso parlare di guadagno. Peraltro, abbiamo verificato che, mediamente, le prestazioni in ricovero per COVID nell’unità operativa di Malattie Infettive hanno una valorizzazione di circa 4.000 euro. Diversamente, nello stesso reparto, i ricoveri per altre patologie tipicamente affrontate nella fase pre-COVID hanno una valorizzazione media di circa 5.000 euro. Quindi, anche se si volesse ragionare in termini “commerciali”, che si ribadisce comunque impropri in questo caso, potremmo affermare che col COVID non si guadagna".

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