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Attività sospesa a Mirandola, ma l'Ausl assicura: "Punto nascita non è in discussione"

L'Azienda rigetta le polemiche della politica locale: "Stiamo facendo ogni sforzo per garantirne l’attività"

"Il Punto nascita di Mirandola non è oggetto di alcuna rivalutazione quanto al suo mantenimento, al contrario l’Ausl, pur in una situazione di difficoltà a livello nazionale quanto al reperimento di personale, sta facendo ogni sforzo per garantirne l’attività. Come spiegato nel comunicato stampa già inviato, la decisione di questi giorni è solamente temporanea e segue il principio di massima precauzione, per garantire la necessaria sicurezza alle donne al momento del parto e nel contempo consentire la corretta turnazione programmata per gli operatori sanitari, già particolarmente sotto pressione in un periodo faticoso e difficile a causa dell’emergenza Covid".

A ribadirlo è l'Ausl di Modena, dopo che la sospensione dei parti fino al 7 gennaio prossimo ha sollevato nella politica mirandolese un coro di protesta da parte delle forze politiche di centrodestra. Specifica l'azienda sanitaria: "Una decisione attentamente ponderata che l’Azienda ha dovuto prendere in soli due giorni a seguito della positivizzazione di alcuni professionisti presso il presidio ospedaliero, in accordo con i professionisti della Struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia del Santa Maria Bianca. Pertanto non sarebbe stato possibile comunicarlo durante il Consiglio comunale aperto di Mirandola tenutosi diversi giorni fa. La decisione è stata immediatamente comunicata all’amministrazione comunale di Mirandola, al presidente della Ctss (Conferenza territoriale sociale e sanitaria) e alla presidente dell’UCMAN (Unione Comuni Modenesi Area Nord); nell’occasione si sono forniti tutti i chiarimenti necessari e l’impegno alla riapertura il 7 gennaio 2021".

Pertanto, le donne del territorio continueranno ad essere seguite a Mirandola, anche quelle che necessitano di apertura della cartella al settimo mese, che potranno poi partorire al Santa Maria Bianca. Le circa venti gravide con parto previsto nel periodo di chiusura sono state tutte avvisate e prese in carico per l’invio presso i punti nascita con loro individuati.

Rispetto al tema della deroga, l'Ausl spiega che "il punto nascita ha garantito fino ad ora il rispetto di tutti i criteri richiesti e al momento non sono giunte indicazioni in merito all’eventuale rivalutazione in particolare in un frangente come questo in cui la sanità sta facendo uno sforzo immenso per garantire l’assistenza, sia COVID che non covid. È evidente l’ottimo risultato raggiunto negli ultimi anni, con parti in crescita e grande soddisfazione e adesione delle donne. Risultato – si precisa – raggiunto con un grande sforzo dell’Azienda e dei suoi professionisti in un momento in cui la carenza di personale si abbatte su tutto il Paese. La nomina di un nuovo primario è un segnale inequivocabile in tal senso e ogni voce che sostiene il contrario non fa il bene di questo Punto nascita, minando il legame di fiducia che storicamente esiste tra i cittadini del territorio e i professionisti del Santa Maria Bianca, già duramente provati. Ai cittadini, che di questi professionisti conoscono il valore per esperienza diretta, l’Azienda USL chiede di continuare a sostenerli con fiducia, nella consapevolezza che si tratta di un sacrificio temporaneo necessario a garantire al territorio l’assistenza migliore nella massima sicurezza possibile".

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