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Casse d'espansione del Panaro, c'è l'autorizzazione al collaudo. "Ora procedere"

Muzzarelli fa il punto sull'opera di Sant'Anna: “La cassa ha tenuto. Ora procedere con il collaudo formale”. Durante la piena di dicembre l’invaso ha raggiunto il livello massimo di oltre 11 metri

Durante la piena del dicembre scorso il livello raggiunto dall’acqua nella cassa di espansione del Panaro è stato di 11,07 metri, il massimo storico mai raggiunto dallo sbarramento, superando il colmo di 9,46 metri registrato nel corso della piena del 2 febbraio 2019. Un invaso mai raggiunto prima, che in concomitanza con la drammatica alluvione del 6 dicembre, ha riaperto il tema pluridecennale del collaudeo dell'opera di Sant'Annna, mai avvenuto

Come ha spiegato il sindaco Muzzarelli ieri in Consiglio Comunale, l’evento di piena del dicembre 2020 è accaduto poco prima del via definitivo al programma di invasi sperimentali necessari per arrivare al collaudo formale, che era stato autorizzato dal ministero delle Infrastrutture il 26 novembre e che prevedeva la realizzazione di tre invasi sperimentali, il primo proprio nell’autunno-inverno 2020-2021, i due successivi nella primavera 2021.

Secondo quanto registrato da Aipo, che nel corso della piena ha utilizzato la cassa di laminazione al massimo delle sue potenzialità, l’evento di dicembre non ha comportato problemi allo sbarramento e alla cassa di laminazione, che ha svolto appieno il suo compito, riducendo gli effetti della piena a valle e raggiungendo un livello di invaso prossimo allo sfioro nella cassa secondaria. Inoltre, la cassa, pur avendo raggiunto un livello mai sperimentato in passato, non ha subito danni e ha avuto un comportamento regolare, consentendo ai tecnici di acquisire informazioni importanti che potranno ridurre la tempistica dei successivi step per il collaudo.

Ricordiamo che in dicembre è stata completamente allagata la cassa principale, mentre le casse secondarie sono rimaste all'asciutto, proprio perchè mai collaudate.

Per il nodo idraulico lavori per 170 milioni, Muzzarelli fa il punto delle opere in corso

È chiaro, ha affermato il sindaco, che “l’iter per il collaudo formale ora deve procedere e su questo ho chiesto agli enti preposti la massima attenzione”. Muzzarelli, quindi, ha chiarito quali sono le tappe per arrivare al collaudo di uno sbarramento, come le casse di espansione del Panaro, soggetto alle norme nazionali alle quali Aipo, soggetto preposto al collaudo, si deve attenere. Il collaudo tecnico-funzionale di uno sbarramento per laminazione delle piene si effettua in conformità del decreto 1363/59 ed è una procedura complessa e con tempi non immediati che, nel caso del Panaro, è ulteriormente complicata dalle vicende legate alla costruzione dell’opera, avvenuta in diverse fasi.

Nel 2012 Aipo ha installato paratoie piane sulle cinque luci di fondo per consentire il riempimento anche artificiale della cassa e una diversa flessibilità di regolazione in occasione delle piene. L’aspetto della competenza sulla vigilanza dello Stato in materia di sicurezza si è risolto solo alla fine del 2015, con la sottoscrizione, di un protocollo di intesa tra Aipo e ministero delle Infrastrutture in base al quale, nel 2017, è stata nominata la commissione di collaudo.

Le operazioni di collaudo sono iniziate nell’ottobre 2017 con un primo sopralluogo per definire tutti gli adempimenti necessari per effettuare in sicurezza gli invasi sperimentali, tra i quali la perfetta efficienza degli organi di scarico che si è dimostrata fondamentale nella piena dello scorso dicembre.

Per l’avvio degli invasi sperimentali, inoltre, è stato necessario realizzare un adeguato sistema di monitoraggio strumentale dell’opera, per verificarne il comportamento sotto carico idraulico, che è stato completato nell’estate 2020. A novembre, infine, erano state chieste, e ottenute, le autorizzazioni per procedere con il collaudo.

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