Venerdì, 25 Giugno 2021
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Da Diocesi e Fondazione un bando da 1,3 milioni per le parrocchie colpite dall’emergenza sanitaria

Il bando “Insieme per Modena. Ripensare il passato per vivere il futuro” mette a disposizione 1 milione 314 mila euro “per contrastare gli effetti dell’epidemia”

Anche le parrocchie modenesi hanno subito i contraccolpi dell’emergenza sanitaria. In particolare le attività educative e assistenziali, dagli asili alle mense dei poveri, oltre alle strutture socio-sanitarie e ai servizi aggregativi come i centri estivi e gli oratori. Per garantire la continuità di questi servizi, fondamentali per la comunità, Fondazione di Modena e Arcidiocesi di Modena-Nonantola destineranno alle parrocchie, attraverso un bando, risorse precedentemente assegnate ad altri progetti.

LA VIDEO INTERVISTA ALL'ARCIVESCOVO

Il bando “Insieme per Modena. Ripensare il passato per vivere il futuro”” metterà a disposizione delle parrocchie della Diocesi un milione 314 mila euro “per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria Covid 19, con particolare attenzione all’ambito aggregativo, educativo e sociale”. Il bando si articola in tre linee di intervento: attività destinate a scuole e famiglie; attività aggregative, incluse quelle sportive e degli oratori; attività di carattere sociale, assistenziale e ricreativo. Ai fini della valutazione si terrà conto dell’aggregazione tra parrocchie attorno a progetti condivisi. Saranno ammesse le spese sostenute dal 24 febbraio al 31 dicembre 2020.

Per i progetti riguardanti scuole e famiglie la richiesta massima per ciascun richiedente è di 25 mila euro. Per le attività aggregative e le attività di base la richiesta massima è di 10 mila euro. In caso di richieste effettuate collettivamente, la cifra sarà moltiplicata per il numero di richiedenti.

Il termine ultimo per la compilazione e l’invio telematico delle domande è il 20 giugno 2020. Nel caso in cui la richiesta venga accolta i contributi verranno erogati dall’Arcidiocesi di Modena-Nonantola a conclusione dell’intervento e soltanto su presentazione della documentazione richiesta.

L’accordo con la Fondazione – spiega l’Arcivescovo Erio Castellucci – va a riorientare un contributo assegnato alla ristrutturazione di un immobile ad uso scuola. Insieme al presidente Paolo Cavicchioli, vista l’emergenza coronavirus, si è deciso di destinare questa cifra molto importante alle parrocchie. All’inizio della “fase due” significa prima di tutto sostenere le attività oratoriali o di centro estivo, dare dunque un grande aiuto alle famiglie – in particolare quelle in cui i genitori hanno ripreso a lavorare e non possono contare sui nonni – ma anche ai bambini, che non vedono l’ora di tornare a vivere esperienze all’aria aperta. Le parrocchie – aggiunge l’Arcivescovo – sono sempre state in prima linea in questo campo: il bando serve soprattutto per consentire di offrire animazione e formazione anche quest’estate, nella misura possibile. L’orientamento ad aggregarsi per presentare le domande è importante e segue quanto già accade per l’attività pastorale dell’Arcidiocesi: vuole favorire la collaborazione tra parrocchie anche in questo momento di ripartenza”.

L’azione che oggi presentiamo – dichiara il Presidente della Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli – rientra in un ambito di dialogo che la Fondazione mantiene costante con tutti gli enti e gli attori che operano al servizio della comunità. In questo contesto e in questa fase post-Covid era emersa, da parte della Diocesi, l’esigenza di ridefinire assieme a noi la disponibilità di risorse, già destinate al territorio, per dare risposta concreta alle esigenze delle famiglie e delle persone. Attraverso l’applicazione di un modello che si è dimostrato flessibile e adatto al cambiamento abbiamo accolto volentieri l’opportunità che ci è stata offerta. La somma di un milione e 300 mila euro, inizialmente destinata a strutture di proprietà della Diocesi, è così giunta direttamente a sostegno delle persone attraverso la rimodulazione delle risorse lungo tre direttrici: 1) le parrocchie, centri di prossimità sociale di primaria importanza, 2) le scuole, 3) i centri estivi e le attività ricreative, punti di aggregazione e sostegno alle famiglie di altissimo valore”.

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