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Bomporto si conferma “Comune Riciclone”

Nella classifica di Legambiente, è terzo in regione per minor quantità di rifiuti indifferenziati

In occasione della presentazione del XVI dossier “Comuni Ricicloni dell’Emilia-Romagna”, elaborato da Legambiente, sono stati premiati i Comuni che hanno ottenuto i risultati migliori in materia di produzione, smaltimento, riciclo e qualità dei rifiuti.
Tra i Comuni di medie dimensioni (quelli che hanno tra 5mila e 25mila abitanti), nella classifica sulla minor quantità di rifiuti indifferenziati, Bomporto si è guadagnata il terzo posto in Regione, con 57,4 kg di indifferenziato prodotto per ciascun abitante in un anno. In testa alla classifica, c'è il Comune di San Prospero con 45,1 kg per abitante, seguito da Novi con 53,7 kg.
L'obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna, sulla quota pro capite di indifferenziato, è di 120 chili da raggiungere entro il 2027. Ad oggi, appena 88 Comuni, su un totale di 330, hanno raggiunto e oltrepassato la soglia: Bomporto è tra questi.

“Ci fa molto piacere ricevere questo riconoscimento per il secondo anno consecutivo – commenta Andrea Berselli, assessore all'Ambiente del Comune di Bomporto - perché è il segnale che stiamo lavorando nella giusta direzione. Ed è un riconoscimento anche per l'impegno e l'attenzione che i cittadini di Bomporto mettono nella differenziazione dei rifiuti domestici. Oltre al premio per l'indifferenziato, possiamo dirci “virtuosi”anche per la quantità di raccolta differenziata, essendo quinti in regione tra i Comuni di medie dimensioni. La sfida per il futuro è produrre sempre meno rifiuti e, al contempo, migliorare la qualità della differenziata, perché sia il più possibile riciclabile. Per dirla in breve, meno quantità e più qualità”.

Bomporto registra, infatti, una buona performance anche sulla percentuale di raccolta differenziata e, con il suo 89,3%, si colloca al quinto posto in regione, superando l'obiettivo fissato all'80% da raggiungere entro il 2025 e raggiunto, per ora, solo da 81 comuni su 330.

“Dal dossier di Legambiente – conclude Berselli – emerge un altro dato molto interessante, ovvero che i Comuni che hanno i risultati migliori sulla differenziata applicano tutti il sistema di tariffazione corrispettiva puntuale, la cosiddetta TCP. Questo tipo di tariffazione sembra spingere all'aumento della differenziata e, dunque, alla diminuzione della quota di indifferenziato”.

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