menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Faccia a faccia in diretta tra Conte e Bottura: "Non lasciateci soli"

Un battagliero chef stellato chiede conto al Presidente del Consiglio delle misure a sostegno della categoria. Nulla da fare su calo dell'Iva e rinvio delle scadenze fiscali

Questa mattina la prima giornata dell'evento 'Cibo a Regola d'arte', ospitato sulle pagine di Corriere.it, ha visto un interessante confronto sul tema della ristorazione con due ospiti d'eccesione: da un lato il Presidente del Congilio Giuseppe Conte e dall'altro il più noto chef italiano nel mondo, Massimo Bottura. Un confronto diretto senza troppi fronzoli, attraverso il quale lo chef modenese ha provato a mmetter da parte la sua proverbiale verve poetica, facendosi interprete delle esigenze - molto materiali - di tanti suoi colleghi costretti di fatto al lockdown.

"Non sono qua per me, sono l'urlo di centinaia e migliaia di ristoratori che rappresentano l'identità culturale di questo paese. A quelle piccole realtà che incarnano le tradizioni, la storia di un luogo, a Modena penso alla trattoria Aldina ad esempio - ha esordito Bottura con un riferimento molto nostrano, in diretta dalla cucina di casa - La figura del risoratore e la realtà che conduce devono essere prese sul serio, deve essere riconosciuta l'importanza, la centralità del nostro settore. Perché la ristorazione è un business, dà "da mangiare" e stipendia migliaia di lavoratori, attrae turisti /flusso turistico da tutto il mondo. E finché il flusso turistico non torni a pieno regime lo Stato ha il dovere di sostenerci".

"Oggi non è una giornata felice, oggi assistiamo a ulteriori riduttori di velocità di un treno che sta correndo, non stiamo dando schiaffi a nessuno, non c'è una deliberata volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Vogliamo che la limitazione sia il più contenuta possibile ma se non interveniamo il treno ci arriva addosso - ha interloquito da parte sua Conte, collegato da Palazzo Chigi - Queste misure contiamo che siano limitate a qualche settimana non per festeggiare o brindare a Natale a per far ripartire i consumi nel periodo festivo, che sarebbe molto utile".

Bottura si è fatto pressante e ha chiesto conto del sostegno concreto promesso dal Governo: "La cassa integrazione deve essere mantenuta fino a quando le frontiere permetteranno la ripresa del turismo e servono rimborsi concreti. Tutti, allo stesso modo. In questo momento il motto dei ristoratori è più attuale che mai, insieme per vincere tutti o perdere tutti. E c'è fiducia: le misure in vigore dall'ultimo Dpcm sono necessarie per fermare il virus, "il treno in corsa" che da marzo il governo cerca di rallentare e fermare. Ma le misure nei confronti dei ristoratori devono essere applicate allo stesso modo per tutti. Poiché tutti si sono adeguati nel corso di questi ultimi mesi: hanno contratto debiti per ampliare locali, garantire il distanziamento e sottostare a tutte le regole in conformità con i decreti. Con fiducia accettiamo le nuove disposizioni ma non lasciateci soli, la politica deve rendere visibili gli invisibili".

Lo chef dell'Osteria Francescana ha posto due questioni molto chiare: adeguamento dell'Iva dal 10 al 4 % per un anno e sospensione delle dell'anticipo sulle tasse del 2021, il cui pagamento è previsto in data 1 dicembre.

Su queste due richieste Bottura non ha però ottenuto soddisfazione: "Oggi non sono nella condizione di promettere un'Iva al 4%, e non sarebbe possibile nemmeno se il ministero dell'Economia e Finanze lo avessi qui a fianco", ha detto apertamente il presidente del consiglio. "Non abbiamo miliardi da porre sul tavolo", ha aggiunto Conte, "quello che posso dire è che penso a una più complessiva rimodulazione dell'Iva nell'ambito di una riforma fiscale".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Coronavirus, 1.151 nuovi positivi in regione. Modena prima provincia

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ModenaToday è in caricamento