Faccia a faccia in diretta tra Conte e Bottura: "Non lasciateci soli"

Un battagliero chef stellato chiede conto al Presidente del Consiglio delle misure a sostegno della categoria. Nulla da fare su calo dell'Iva e rinvio delle scadenze fiscali

Questa mattina la prima giornata dell'evento 'Cibo a Regola d'arte', ospitato sulle pagine di Corriere.it, ha visto un interessante confronto sul tema della ristorazione con due ospiti d'eccesione: da un lato il Presidente del Congilio Giuseppe Conte e dall'altro il più noto chef italiano nel mondo, Massimo Bottura. Un confronto diretto senza troppi fronzoli, attraverso il quale lo chef modenese ha provato a mmetter da parte la sua proverbiale verve poetica, facendosi interprete delle esigenze - molto materiali - di tanti suoi colleghi costretti di fatto al lockdown.

"Non sono qua per me, sono l'urlo di centinaia e migliaia di ristoratori che rappresentano l'identità culturale di questo paese. A quelle piccole realtà che incarnano le tradizioni, la storia di un luogo, a Modena penso alla trattoria Aldina ad esempio - ha esordito Bottura con un riferimento molto nostrano, in diretta dalla cucina di casa - La figura del risoratore e la realtà che conduce devono essere prese sul serio, deve essere riconosciuta l'importanza, la centralità del nostro settore. Perché la ristorazione è un business, dà "da mangiare" e stipendia migliaia di lavoratori, attrae turisti /flusso turistico da tutto il mondo. E finché il flusso turistico non torni a pieno regime lo Stato ha il dovere di sostenerci".

"Oggi non è una giornata felice, oggi assistiamo a ulteriori riduttori di velocità di un treno che sta correndo, non stiamo dando schiaffi a nessuno, non c'è una deliberata volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Vogliamo che la limitazione sia il più contenuta possibile ma se non interveniamo il treno ci arriva addosso - ha interloquito da parte sua Conte, collegato da Palazzo Chigi - Queste misure contiamo che siano limitate a qualche settimana non per festeggiare o brindare a Natale a per far ripartire i consumi nel periodo festivo, che sarebbe molto utile".

Bottura si è fatto pressante e ha chiesto conto del sostegno concreto promesso dal Governo: "La cassa integrazione deve essere mantenuta fino a quando le frontiere permetteranno la ripresa del turismo e servono rimborsi concreti. Tutti, allo stesso modo. In questo momento il motto dei ristoratori è più attuale che mai, insieme per vincere tutti o perdere tutti. E c'è fiducia: le misure in vigore dall'ultimo Dpcm sono necessarie per fermare il virus, "il treno in corsa" che da marzo il governo cerca di rallentare e fermare. Ma le misure nei confronti dei ristoratori devono essere applicate allo stesso modo per tutti. Poiché tutti si sono adeguati nel corso di questi ultimi mesi: hanno contratto debiti per ampliare locali, garantire il distanziamento e sottostare a tutte le regole in conformità con i decreti. Con fiducia accettiamo le nuove disposizioni ma non lasciateci soli, la politica deve rendere visibili gli invisibili".

Lo chef dell'Osteria Francescana ha posto due questioni molto chiare: adeguamento dell'Iva dal 10 al 4 % per un anno e sospensione delle dell'anticipo sulle tasse del 2021, il cui pagamento è previsto in data 1 dicembre.

Su queste due richieste Bottura non ha però ottenuto soddisfazione: "Oggi non sono nella condizione di promettere un'Iva al 4%, e non sarebbe possibile nemmeno se il ministero dell'Economia e Finanze lo avessi qui a fianco", ha detto apertamente il presidente del consiglio. "Non abbiamo miliardi da porre sul tavolo", ha aggiunto Conte, "quello che posso dire è che penso a una più complessiva rimodulazione dell'Iva nell'ambito di una riforma fiscale".

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