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Carcere di Sant'Anna, il sovraffollamento sale al 147%. Ma crescono le attività per i detenuti

L'analisi della Camera Penale di Modena dopo il sopralluogo e l'incontro con la dirigenza svolto questa settimana

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Su una capienza di 372 posti regolamentari, al 30 aprile 2024 i detenuti presenti nel carcere di Modena erano 550, circa due terzi dei quali cittadini stranieri. Di questi 360 risultano essere stati raggiunti da sentenza di condanna definitiva, senza contare coloro a cui carico risulta emessa anche misura cautelare custodiale. La sezione femminile risulta popolata da 30 detenute, 21 a titolo definitivo, su una capienza di 18 posti.

Sono i numeri che emergono  da un sopralluogo di una delegazione della Camera Penale di Modena, che l'8 maggio ha incontrato il Direttore della Casa Circondariale, Orazio Sorrentini, e con lui gli educatori e la Polizia Penitenziaria.

Risulta quindi confermata la sofferenza legata al sovraffollamento della struttura, un fattore ormai "strutturale", confermato a più riprese nelle visite degli ultimi tempi.

Le attività per i detenuti

La Camera Penale ha però registrato un "più che positivo risultato in tema di collaborazioni esterne, essendo stato attivato un rapporto di fornitura di ortaggi nei confronti di un’im portante attività di ristorazione del territorio". Risultano poi finanziati otto progetti di formazione professionale, per i profili lavorativi di sarta ed acconciatrice per le donne ed in ambito ristorazione, agricoltura, edilizia e calzoleria per gli uomini. A questi fini risultano essere stati finalmente riqualificati parte degli ambienti interni della struttura, in particolare il laboratorio di ristorazione per la produzione di pasta fresca sulla scorta di una convenzione stipulata con la cooperativa sociale della provincia. Il progetto, “Laboratorio gastronomico Sant’Anna”, è coordinato da uno chef professionista e punta alla produzione ed alla rivendita all’esterno e potrà consentire l’impiego di vari detenuti oltre quelli già attualmente assunti.

Oggetto di riqualificazione anche il laboratorio tessile femminile, per il momento destinato soltanto alla formazione professionale delle detenute – libere di muoversi in autonomia all’interno del laboratorio negli orari di apertura – ma relativamente al quale è già stato avviato l’iter per la stipula della convenzione volta ad avviare le detenute alla vera e propria attività lavorativa; così come anche il salone da parrucchiere, in questo caso grazie anche alla donazione delle necessarie attrezzature da parte di impresa esterna alla struttura. E’ già stato inoltre predisposto un nuovo ambiente da dedicare all’attività lavorativa ove sarà collocato un servizio di call center che impiegherà altri reclusi. Risulta invece già in funzione nell’area dell’ex falegnameria un servizio di assemblaggio di componenti plastiche che occupa diversi detenuti in collaborazione con una società cooperativa esterna.

Tre i detenuti che si sono iscritti ai corsi universitari di UNIMORE, in geologia, marketing e finanza e scienze dell’educazione. Lo spazio dedicato alle attività teatrali e musicali risulta essere stato recentemente oggetto di ristrutturazione. "Le passate carenze di personale nell’area educativa risultano rientrate", rilevano ancora gli avvocati della delegazione.

La Camera Penale ha poi ricevuto rassicurazioni anche in vista delle probabili alte temperature estive, essendo stata prevista la predisposizione all’installazione di un ventilatore a corrente per cella, che potrà essere richiesto dal singolo detenuto a proprie spese. Sono state purtroppo registrate molte criticità relativamente all’evasione delle richieste di liberazione anticipata ed ai permessi premio da parte della magistratura di sorveglianza, come già riscontrato nell’ultimo periodo dagli avvocati penalisti, motivo per il quale la Camera Penale terrà monitorata la situazione riservandosi, ove necessario, ogni manifestazione di protesta.

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