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"Free Patrick Zaki", anche a Modena la campagna a sostegno del ricercatore egiziano

La campagna “Una sedia per Zaki” sta diventando virale, infatti è stata adottata da tante città, istituzioni e da alcune persone che hanno aderito personalmente collocando la sagoma nei propri balconi

25 gennaio 2021: a cinque anni dall’anniversario del rapimento di Giulio Regeni, a Modena inizia una campagna creativa in tre luoghi della città al fine di sensibilizzare i cittadini e sostenere la mozione di scarcerazione di Patrick Zaki.

Tre sagome del ricercatore Zaki - realizzate dall’artista Gianluca Costantini - collocate in tre luoghi simbolici della città: la Biblioteca Delfini, il Palazzo Comunale e l’Ateneo. La campagna, che aderisce a quella nazionale “Una sedia per Zaki” di Costantini, è realizzata dall’associazione modenese Collettivo Amigdala con il patrocinio del Comune di Modena e dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Fabio Poggi, presidente del Consiglio comunale di Modena ricorda che “la vicenda di Zaki non è un fatto simbolico od eccezionale, è una cosa che purtroppo si ripete ed è doveroso che il Consiglio Comunale se ne occupi e si impegni in favore dei giovani e dei loro diritti”. Poggi aggiunge che “è un dovere verso i nostri giovani e tutti quelli che accogliamo nella nostra città come Zaki è stato accolto a Bologna. Il nostro impegno per aiutarli a costruire il loro futuro passa anche attraverso queste azioni di denuncia e coerenza”. 

Andrea Bortolomasi, assessore alla Cultura aggiunge che gesti di questo tipo servono per farsi sentire, i luoghi scelti per ospitare le sagome di Zaki non sono casuali poiché “i luoghi della cultura sono anche spazi di impegno civile” dalle biblioteche, luogo di democrazia per eccellenza che non conosce età, sesso o religione, fino al Palazzo Comunale, la “casa” dei Modenesi.

L’adesione al progetto da parte delle principali istituzioni di Modena testimonia “la vocazione internazionale di apertura e di accoglienza che ha la nostra città: la battaglia di Zaki è anche una battaglia nostra”.

Tindara Addabbo, delegata del Rettore Unimore per le Pari Opportunità, in videocollegamento alla presentazione dell’iniziativa, ricorda che già un anno fa l’Ateneo aveva partecipato alla manifestazione per Patrick avvenuta nel sacrario della Ghirlandina. Dopo un anno l’Università di Modena e Reggio Emilia ha deciso di unirsi ancora alle istituzioni che vogliono continuare ad esprimere la loro solidarietà nei confronti del ricercatore egiziano. 

Infatti anche  all'interno del chiostro del Rettorato, sede centrale dell’Ateneo, è stata ospitata la sagoma riprodotta da Costantini, con l’augurio di poter accogliere Patrick in presenza il prima possibile. 

Il Collettivo Amigdala organizza da molti anni il festival Periferico e Federica Rocchi, direttrice del Collettivo, spiega come l’idea della campagna “Una sedia per Zaki” sia nata dal fatto che in seguito al festival Periferico 2020 fossero avanzate alcune sagome utilizzate per il progetto “Stagione del mutuo discorso” e da lì, allora, l’idea di lasciarle in modo permanente in alcune zone della Città. 

La campagna “Una sedia per Zaki” sta diventando virale, infatti è stata adottata da tante città, istituzioni e da alcune persone che hanno aderito personalmente collocando la sagoma nei propri balconi.

Rocchi conclude dicendo che “la campagna parte da un artista che lotta per i diritti civili ed uno dei compiti dell’arte e della cultura è proprio quello di occuparsi di un’iniziativa come questa”. 

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