Casse d'espansione e argini, per Secchia e Panaro spesi solo un terzo dei fondi disponibili

Altri interventi in partenza, ma in cinque anni di progettazione mancano ancora le opere più impegnative.L'assessore Gazzolo: "A breve un incontro con i sindaci per definire insieme i prossimi passi della strategia di sicurezza del territorio e ribadire al Governo la richiesta di ulteriori finanziamenti"

Nuovi cantieri per 43 milioni di euro per rendere sempre più sicuro il nodo idraulico di Modena. Sono i lavori già in corso o al via entro l’anno, programmati da Regione e Aipo. Trenta milioni riguardano il sistema arginale: 12 milioni per le arginature di Panaro, con opere al via nelle prossime settimane; oltre 18 milioni per l'adeguamento di quelle del fiume Secchia, lavori in corso e che si protrarranno fino al 2020. E per le Casse di espansione di Secchia, Panaro e Naviglio sono in programma interventi importanti finanziati con 22 milioni di euro, già disponibili. Primo ad essere avviato sarà un ulteriore stralcio di opere per la prosecuzione della Cassa del canale Naviglio ai Prati di San Clemente, per circa 1 milione 600 mila euro.

Sono le novità evidenziate oggi dall’assessore regionale Difesa del suolo, Paola Gazzolo, intervenuta in Assemblea legislativa. Progetti che sono annunciati da tempo e il cui iter sta però impiegando tempi significativi: a fronte di fondi già disponibili, i tempi degli interventi stanno diventanto fin troppo lunghi. “Dall’alluvione del 19 gennaio 2014 sono stati programmati e realizzati cantieri per 128 milioni di euro, 118 i lavori conclusi da Regione e Aipo per circa 40 milioni- afferma l’assessore-. In totale la Regione ha candidato a finanziamento nazionale altri 9 interventi per continuare l’adeguamento delle arginature, delle Casse di espansione e la sicurezza dei corsi d’acqua modenesi per 135 milioni di euro. Una somma pari a quanto i Governi precedenti hanno messo a disposizione dopo l’alluvione, consentendo un passo avanti importante nella messa in sicurezza del territorio”.

“A breve faremo il punto della situazione con i sindaci- conclude Gazzolo- per confermare la strategia alla luce degli eventi dello scorso maggio e ribadire le nostre necessità al Governo. Ne va della sicurezza di un territorio importante non solo per l’Emilia-Romagna, ma per tutto il Paese”.

La strategia sulle Casse di espansione

È ormai in fase di gara un secondo stralcio di opere per la prosecuzione della Cassa del canale Naviglio ai Prati di San Clemente, per circa 1 milione 600 mila euro. Si aggiungeranno alla realizzazione degli argini di contenimento nord, est e ovest già portata a conclusione nel 2018 con una spesa di 1 milione 850 mila euro.

Per la Cassa del fiume Secchia sono in tutto disponibili 20 milioni 300 mila euro. Entro giugno sarà conclusa la progettazione definitiva di un primo pacchetto di interventi da circa 16 milioni, necessari per adattarla e accrescerne l’efficienza idraulica.

Altri 4,3 milioni, già disponibili, permetteranno l'ampliamento da circa 5 milioni di metri cubi in comune di Rubiera, la cui realizzazione è strettamente connessa all'attuazione del Pae di recente approvato dall’amministrazione municipale (che prevede più di 3 milioni di metri cubi di materiale inerte da estrarre).

L'attuazione di questi primi interventi consentirà di ottimizzare la laminazione per piene con tempo di ritorno fino a 50 anni.

Aipo sta procedendo inoltre alla progettazione definitiva dell'adeguamento complessivo dei manufatti già esistenti della cassa come le opere di regolazione idraulica e le arginature perimetrali, nonché l’adeguamento del canalazzo di Cittanova. L’ammontare totale è stimato in 18 milioni di euro, già candidati a finanziamento nazionale con il sistema Rendis del ministero dell’Ambiente. 

I recenti avvenimenti hanno inoltre reso sempre più evidente l’esigenza di intervenire sulla confluenza tra il fiume Panaro e il torrente Tiepido, a Fossalta di Modena, con la realizzazione di una cassa di espansione a monte del capoluogo provinciale. Le esigenze di intervento sono state stimate complessivamente in 12 milioni di euro di cui poco più di 6 destinati alla realizzazione dell’area di laminazione. Anche questo cantiere è stato candidato a finanziamento nazionale.

È inoltre in completamento la progettazione di fattibilità tecnico-economica per un intervento a valle della Cassa del Panaro, nel tratto oggi privo di arginature fino alla confluenza nel torrente Tiepido, già finanziato per 6 milioni di euro. 

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