Carcere Sant’Anna inagibile, cinquecento persone da spostare da Modena

Un carcere inutilizzabile e detenuti da spostare in altre sedi della penisola. Questo il bilancio dopo la rivolta scoppiata ieri al carcere di Modena. Marighelli: “Quanto accaduto è la dimostrazione che la situazione nelle carceri italiane è precaria e può esplodere in qualsiasi momento”

Sei detenuti morti, altri quattro in terapia intensiva, di cui uno a Baggiovara, uno a Modena e uno a Carpi. È questo il bilancio della rivolta della popolazione detenuta che ieri ha distrutto il carcere di Sant'Anna di Modena.

"La situazione è drammatica- denuncia il garante regionale dei detenuti Marcello Marighelli- Da quanto mi risulta, l'istituto non è più agibile: questo significa dovere spostare 530 persone".

Nella notte, i primi sono arrivati ad Ascoli Piceno.  "Come è  facile capire, è impensabile che le carceri regionali possano far fronte da sole a questa emergenza nell'emergenza". Tre delle sei vittime sarebbero morte a Modena, le altre tre negli istituti dove erano stati trasferiti. È presto per capire le cause: secondo le prime ricostruzioni, non sarebbe stato riscontrato nessun segno di lesione.

Alcuni decessi sarebbero da ricondurre all'abuso di medicinali, dei quali i detenuti sarebbero venuti in possesso dopo avere occupato l'infermeria; altri potrebbero essere morti per cause legate alle dinamiche della rivolta - per esempio, pare siano stati appiccati alcuni incendi.

Ma cosa può avere scatenato una situazione simile? "Ci sono cause generali, dal sovraffollamento alle discussioni sulle misure prese delle amministrazioni carcerarie in materia di coronavirus. Poi ci sono cause specifiche, ancora tutte da trovare. Il carcere di Modena lavora bene, c'è una rete di volontari molto presente, l'Azienda Usl ha fatto moltissimo".

Secondo fonti interne, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stato quanto accaduto a un detenuto che, in occasione di una visita ambulatoriale, avrebbe contratto il Covid-19: il dottore che l'avrebbe visitato avrebbe poi scoperto di essere positivo, e durante la visita sarebbe avvenuto il contagio.

Sovraffollamento, nessuna prospettiva, poco lavoro: sono questi i problemi principali che Marighelli individua.

"Quanto accaduto a Modena è la dimostrazione che la situazione nelle carceri italiane è talmente precaria da poter esplodere in un momento, per un motivo qualsiasi. Certo quanto accaduto è tragicamente grave: hanno perso la vita sei persone, è necessario aprire un serio confronto. Per le azioni di un gruppo di detenuti, per quando consistente, ora le conseguenze le pagherà tutta la popolazione carceraria".

 Marighelli spiega di essere in contatto con Elly Schlein, vicepresidente regionale, provveditorato, Azienda Usl: "Oggi la cosa più importante da fare è tranquillizzare e mettere in pratica, correttamente, le misure annunciate: più colloqui telefonici, più chiamate via Skype. È il momento di dare un segnale, magari ci si potrebbe subito mettere al lavoro per migliorare le condizioni detentive, a prescindere dall'emergenza sanitaria. Qualche esempio? Più colloqui, più lavoro, un vitto migliore, più prodotti per l'igiene e la pulizia. Cerchiamo di imparare da questo dramma". Sinappe: "Commissariamento carceri e avvicendamento ai vertici".

Al momento, la situazione negli altri istituti penitenziari della Regione è sotto controllo. A  Reggio Emilia, per esempio, dopo la rivolta di ieri - incendi materassi, rottura arredi - l'emergenza sembra essere rientrata. Intanto, il Sinappe, il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria in una nota indirizzata al premier Conte oggi, ha chiesto il commissariamento delle carceri italiane e l'avvicendamento del ministro della Giustizia e del capo del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

"È bastata una misura, doverosa e necessaria, ma mal comunicata, per spostare il focus dell'emergenza del Paese da quello sanitario a quello penitenziario, con il rischio sufficientemente concreto che l'uno si sovrapponga all'altro e che il contagio cresca in maniera più che esponenziale. Una decretazione d'urgenza che pur muovendo da giusti presupposti contiene in sè affermazioni che creano nell'utenza la falsa aspettativa che un'emergenza sanitaria si affronti con provvedimenti di clemenza, sì da creare orde di perone che rivendicano l'indulto. Che il ministro della Giustizia e il Capo del Dap non si siano dimostrati all'altezza della gestione dell'emergenza è sotto gli occhi di tutti e un immediato avvicendamento è doveroso. La richiesta è quella anche di un commissariamento urgente della gestione al fine di arginare nell'immediato un fenomeno che non ha pari nella storia. Del pari si suggerisce l'immediata immissione nel circuito lavorativo degli allievi agenti oggi fermi nelle scuole di formazione". (DIRE)

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