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Apre a Carpi il nuovo emporio “Cinquepani" per far fronte alla povertà e all’emergenza alimentare

L’Emporio Partecipativo “Cinquepani”, che sorge a Carpi in via Cattani n. 69, in una zona della città facilmente accessibile e ben identificabile, è un nuovo servizio ideato per contrastare le conseguenze della pandemia sui bilanci familiari di numerose famiglie e che faticano ad approvvigionarsi del necessario

L’Emporio Partecipativo “Cinquepani”, che sorge a Carpi in via Cattani n. 69, in una zona della città facilmente accessibile e ben identificabile, è un nuovo servizio ideato per contrastare le conseguenze della pandemia sui bilanci familiari di numerose famiglie e che faticano ad approvvigionarsi del necessario.  

Perché Partecipativo?

Perché è un esercizio commerciale aperto a tutti, con una clientela regolarmente pagante che contribuisce alla sostenibilità economica e a generare poi gli utili da destinare ad altri utenti che possono invece “fare la spesa” mediante schede prepagate o con diverse percentuali di sconto, distribuite dalla Caritas Diocesana attraverso i Centri di Ascolto delle Parrocchie e di Porta Aperta, le Associazioni caritative che aderiscono al progetto e i Servizi Sociali territoriali.

Questa è la differenza sostanziale con gli Empori Solidali, nei quali la distribuzione dei beni di prima necessità avviene sempre gratuitamente, ed è rivolta esclusivamente alle persone che si trovano in difficoltà economica. L’Emporio Partecipativo ha l’obiettivo di dare risposta all’emergenza alimentare con una modalità che prevede la partecipazione di tutta la comunità e che non sia stigmatizzante, e si propone di intercettare soprattutto le “nuove povertà”, sorte a seguito della pandemia.

Come funziona

Ispirato ai modelli dell’economia civile e solidale, l’emporio è innanzitutto uno strumento di contrasto all’emergenza alimentare e un luogo inclusivo per le famiglie che vivono una situazione di difficoltà. È detto “partecipativo” perché a differenza degli empori solidali è aperto a tutti, non alle sole persone stato di necessità. Prevede infatti una clientela regolare che potrà fare la spesa a prezzi di mercato e che, alimentando così l’attività del negozio, finanzierà insieme al contributo di enti esterni e benefattori la spesa dei clienti che hanno bisogno di un sostegno economico.

In tal modo l’emporio contribuisce a diffondere una politica economica che il prof. Stefano Zamagni - teorico dell’economia civile e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, già ospite durante l’evento di presentazione ufficiale dell’iniziativa il 20 maggio scorso - ha definito come capace di innescare dinamiche feconde di fraternità e reciprocità.

Da un lato, infatti, la comunità è invitata a dare il proprio contributo sia in termini di volontariato che attraverso la scelta di fare una spesa regolare all’emporio. Dall’altro l’emporio coinvolge i Centri di Ascolto parrocchiali, chiamati ad accompagnare le famiglie e le persone che avranno accesso ai prodotti del negozio sulla base di diverse percentuali di sconto, caricabili su schede prepagate. Queste ultime saranno poi chiamate a un percorso di crescita, attraverso il quale cominciare a contribuire gradatamente all’acquisto dei beni con qualche risorsa propria.

L’emporio raggiunge infine i produttori locali, in modo da promuovere le economie di piccola scala e offrire prodotti di qualità a prezzi contenuti, favorendo scelte di consumo critico, consapevoli e responsabili, mediante una costante attenzione all’origine dei prodotti offerti ed evitando che derivino dallo sfruttamento delle persone.

Come sostenere l’Emporio?

Singole persone, famiglie e gruppi associati, possono contribuire a sostenere l’emporio “Cinquepani” prima di tutto come consumatori e poi offrendo la disponibilità come volontari nelle diverse mansioni richieste. L’Emporio Partecipativo coinvolge la rete dei Centri di Ascolto parrocchiali, chiamati ad accompagnare le famiglie e le persone che avranno accesso gratuitamente ai prodotti del negozio. Raggiunge infine anche i produttori locali, in modo da promuovere le economie piccola scala e offrire prodotti di qualità a prezzi contenuti, favorendo scelte di consumo critico, consapevoli e responsabili, mediante una costante attenzione all’origine di prodotti offerti ed evitando che derivino dallo sfruttamento delle persone.

Non sarà dunque “il negozio dei poveri”, ma un negozio a tutti gli effetti, con prodotti di qualità e “generatore di fraternità” come è stato ricordato nell’evento di presentazione dell’iniziativa   

La Fondazione Caritas Odoardo e Maria Focherini

La Fondazione Caritas Odoardo e Maria Focherini nasce nel 2014 allo scopo di rafforzare le attività caritative nella Diocesi di Carpi e dotare la stessa Diocesi di un ente maggiormente operativo che potesse assumersi l’onere di realizzare particolari attività. Il primo presidente della Fondazione Focherini è stato don Massimo Dotti, che ha fatto partire le attività indirizzandole soprattutto verso l’emergenza abitativa. Nell’ottobre 2017 viene nominato presidente Giorgio Lancellotti, che ha proseguito e consolidato le attività di Social Housing ed ha affrontato l’emergenza della pandemia nella primavera 2020.

Dal settembre 2020 il presidente è Stefano Battaglia, vicedirettore della Caritas diocesana, coadiuvato dai Consiglieri Marco Vezzani, Mariangela Bezzecchi e Maria Cleofe Filippi.

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