Centri adolescenza e sostegno ai cittadini: lo psicologo si sposta su WhatsApp

Due numeri telefonici per ricevere assistenza e confrontarsi con psicologi esperti sia per gli adolescenti sia per la cittadinanza. Un modo per contrastare lo stress causato dal periodo di isolamento legato al Covid-19

Il centro adolescenza, dedicato ai ragazzi tra i 14 e i 20 anni, si sposta su WhatsApp al numero 334 6260230.  Il servizio è a disposizione di tutti i ragazzi che, oggi, lontani dalle aule scolastiche e costretti a rimanere a casa, abbiano il desiderio di parlare e confrontarsi con uno psicologo, per qualche consiglio o per raccontare le proprie ansie e preoccupazioni.

 Per ricevere assistenza basta poco. Occorre  inviare un messaggio, scrivendo: nome, cognome, data di nascita e luogo di residenza, e si verrà ricontattati da uno psicologo del Centro Adolescenza più vicino.

“Il servizio ‘smart’ nasce in questo periodo di emergenza legata al coronavirus, per riaprire attraverso lo smartphone, l’accesso ‘diretto’ ai servizi offerti dai Centri Adolescenza della provincia di Modena - dichiara Maria Corvese, responsabile dell’Unità operativa Centro Adolescenza - il messaggio che rivolgo a tutti i ragazzi è: in questo tempo così particolare, è importante cercare nuove strade e nuove soluzioni; se volete una mano a rinforzare la vostra capacità di farcela contattateci, il Centro Adolescenza è aperto”.

È anche utile ricordare che gli Spazi Giovani dei Consultori sono comunque aperti per garantite tutte le urgenze, mentre per le attività non urgenti (fare domande, ricevere consigli etc.) è possibile chiamare il numero di telefono e parlare con gli operatori del centro più vicino tra quelli raggiungibili tramite la pagina dedicata.   

Supporto alla cittadinanza

L’Azienda USL, inoltre, ha attivato anche un numero di telefono, 059 3963401, per il supporto psicologico rivolto alla cittadinanza, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, che vede impegnati settimanalmente psicologi specificamente formati nella gestione delle emergenze.

Dal 20 marzo al 14 aprile sono state ricevute complessivamente oltre 300 telefonate. Le persone hanno chiesto aiuto rispetto allo stress correlato alla situazione di isolamento, all’emergenza Covid-19, riportando problemi nel fronteggiare lo stress quotidiano, vissuti di rabbia per l’impotenza di fronte alla situazione generale, problemi relazionali che si acutizzano per la convivenza forzata e continua. 

Gli psicologi contattati svolgono un lavoro di contenimento e normalizzazione dei vissuti, utilizzando tecniche specifiche che in genere rendono la singola telefonata sufficiente a trarre giovamento. Il cittadino che chiama può concordare con gli operatori di essere ricontattato per un monitoraggio o, laddove è necessario, l’attivazione delle risorse territoriali esistenti  sui  bisogni emersi. 

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