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Trasporto scolastico, la Cgil: "Mancano all'appello 130 mezzi per Seta"

Preoccupazione del sindacato per la riapertura delle scuole a settembre, dove quello del trasporto sarà un tema cruciale ma già gravato da difficoltà ataviche

TRASPORTO SCOLASTICO: LA RIPARTENZA A SETTEMBRE SIA OCCASIONE PER SUPERARE LE DISPARITA’ STORICHE NELL’ATTRIBUZIONE DELLE RISORSE

Uno dei (tanti) nodi cruciali per il mese di settembre sarà la riapertura delle scuole e la garanzia di un sistema di trasporto pubblico sicuro ed efficiente. A sottolineare le preoccupazioni già emerse da più parti è la Filt/Cgil Modena: "Ora proprio il trasporto pubblico, nello specifico nella provincia di Modena, è da anni un tallone d’Achille per il nostro sistema di servizi, spesso peraltro assunto agli onori delle cronache, sia per questioni sindacali e contrattuali (è nota la pluriennale vertenza degli autisti in Seta sulle condizioni di lavoro degli stessi) sia per questioni di sicurezza collegate a situazioni, più volte denunciate, di sovraffollamento sugli autobus nonché alle vetustà del parco mezzi dell’azienda di trasporto pubblico locale, la quale solo negli ultimi tempi aveva iniziato un percorso di investimenti e di rinnovamento della flotta autofinanziato e da lungo tempo richiesto e rivendicato anche dal sindacato".

C'è il tema, ribadito dalla Provincia nei giorni scorsi, di una diversa ripartizione delle risorse, con i reclami di Modena circa una sproporzione "storica" circa i fondi assegnati al bacino locale, condivisa anche dalla Cgil. 


"Le necessità previste indicano la carenza di circa 120-130 mezzi rispetto alla flotta attualmente disponibile, di cui solo poche decine saranno reperibili sul territorio tramite i privati. Questi numeri portano in luce una contestuale carenza storica di personale, anche questa legata alla mancanza di risorse e alle conseguenti disparità interna al personale di SETA (tra vecchi e nuovi assunti)", aggiunge Filt/Cgil Modena.

"E’ urgente definire i contingenti necessari con i soggetti preposti ovvero la provincia, l’agenzia per la mobilità e l’azienda di trasporto pubblico locale e sollecitare dalla regione un riscontro urgente che possa portare a ridefinire i riparti economici per le singole province andando a superare penalizzazioni storiche che non possono essere ulteriormente mantenute. Non bastano certo infine - conclude il sindacato - le risorse aggiuntive previste dal recente Decreto Agosto (400 milioni di euro a livello nazionale) di cui ancora non conosciamo i riparti provinciali, ma che non possono certo bastare a compensare le risorse perse con l’emergenza Covid-19".

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