La Chiesa del Voto riapre alla città dopo sette anni di lavori

A sette anni dal terremoto viene restituita, domenica 17 novembre, ai cittadini. Numerose le opere all’interno finalmente visibili al pubblico

Riaprirà domenica 17 novembre, in occasione della solennità di Sant’Omobono, con una messa celebrata dall’arcivescovo di Modena-Nonantola Erio Castellucci, la chiesa del Voto in via Emilia centro a Modena, nella quale sono stati completati i lavori di restauro e ripristino con miglioramento sismico.

La chiesa riapre ai cittadini modenesi dopo oltre sette anni di chiusura, da quando aveva riportato danni a seguito del terremoto del 2012.

L’intervento effettuato, finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito dei lavori post sisma, per un valore complessivo di circa 835 mila euro, ha preso il via ad agosto dello scorso anno e ha riguardato in particolare la riparazione, la messa in sicurezza e il rafforzamento delle strutture dell’edificio. I danni provocati dal terremoto avevano infatti fortemente ridotto la capacità di resistenza alle azioni sismiche di porzioni della chiesa: murature portanti, archi e volte, timpani frontali e laterali, tamburo, cupola e lanterna, abside, copertura e sfere di facciata.

Già a febbraio sono state ricollocate a decoro della facciata le sette sfere in pietra di Vicenza rimosse in via cautelativa dopo il sisma, quando ne precipitò una in strada. La croce in bronzo su quella centrale, che era stata rimossa nel 2009 a causa del distacco di un puntale, sarà ora conservata all’interno della chiesa come testimonianza storica, mentre esternamente ne è stata inserita una in bronzo dorato di identica forma e patinatura.

Grazie alla riapertura al pubblico della chiesa  sono numerose le opere che torneranno ora nuovamente fruibili alla città.

Tra le principali, lo stendardo raffigurante il Padre Eterno fra una gloria di angeli, con i Santi Geminiano, Omobono e Contardo, dipinto da Francesco Stringa nel 1699. Due importanti tele dipinte sempre da Francesco Stringa tra il 1669 e il 1670 raffiguranti il “Transito della Vergine” e il “Transito di San Giuseppe”. Il grande altare in legno con al centro la tela dipinta da Ludovico Lana raffigurante la peste che colpì Modena nel 1630.

Di particolare interesse anche la sagrestia della chiesa ritornata all'antico splendore dopo il restauro del 2011 con interventi mirati alla struttura architettonica, agli arredi lignei e al delicato apparato effimero dipinto da Geminiano Vincenzi e Pietro Minghetti.

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Il momento liturgico di domenica in occasione della riapertura al pubblico, al quale parteciperanno oltre al sindaco, il presidente del Consiglio Fabio Poggi, componenti della Giunta e del Consiglio comunale, autorità civili e militari, è in programma per le 15.30 e sarà accompagnato da canti e musica sacra eseguiti dal coro San Lazzaro.

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