Discoteche chiuse, il presidente del Silb: "Non capisco il motivo del provvedimento"

Tutte le discoteche dell'Emilia Romagna chiuse fino a domenica in adempimento dell'ordinanza regionale. Il Presidente Silb Gianni Indino mette in guardia da feste abusive e 'nomadismo notturno'

La serrata delle discoteche dell'Emilia-Romagna fino all'1 marzo disposta dal provvedimento della Regione rischia di non cancellare la voglia di far festa dei ragazzi.

"Come Silb regionale dell'Emilia-Romagna, in questa occasione più che mai, abbiamo alzato il livello di guardia su tutto quel sottobosco di feste abusive che con la chiusura imposta alle discoteche e ai locali regolari, potrebbero indurre i giovani a frequentare luoghi non idonei e sicuri per i festeggiamenti del Carnevale e le serate danzanti", avverte il presidente, Gianni Indino. "Questa serrata dei locali da ballo della nostra regione rischia tra l'altro di riattivare il 'nomadismo notturno' verso regioni confinanti, dove le stesse restrizioni non sussistono", aggiunge. Per questo Silb chiede "molta attenzione da parte degli organi preposti ai controlli verso quei circoli privati e ricreativi, che secondo l'ordinanza possono stare aperti solamente per le attività ordinarie, ma anche a bar, ristoranti ed ogni altro tipo di struttura che si stia attrezzando per organizzare feste in maschera e serate di ballo". Per il resto, i locali si adeguano alle restrizioni imposte dal provvedimento regionale.

"Da Piacenza a Rimini, tutti i presidenti provinciali del Silb e i gestori di discoteche e di locali da ballo associati si attengono alla chiusura imposta fino a tutta domenica 1 marzo, perché ovviamente la salute dei cittadini viene prima di tutto. Di certo però non mancano le domande dopo un provvedimento così stringente per le imprese del nostro settore, a cominciare da quelle sul futuro e su quali obiettivi dovremo raggiungere affinché si possa pensare ad una riapertura dei locali da ballo", precisa il presidente.

"Ribadisco ancora una volta la nostra completa accettazione del provvedimento, delle indicazioni e degli obblighi, ma non capisco quale ratio sia stata usata decidendo di fare chiudere alcune attività e lasciarne aperte altre dove l'assembramento di persone è quantomeno paritario", conclude.
 

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