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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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La legge regionale "decima" le sale slot, chiuse 155 attività

Altre 161 sono attualmente soggette a provvedimento di chiusura. Migliorano con il lockdown anche i comportamenti dei giocatori patologici, che si sono allontanati dal "vizio"

Il distanziometro ha 'falciato' drasticamente le sale slot dell'Emilia-Romagna. La legge regionale ha fin qui portato "alla chiusura di 155 attività in 255 Comuni della nostra regione e a 161 provvedimenti di chiusura". è il primo bilancio della legge regionale contro la ludopatia, illustrato oggi in commissione. Ma non è finita: nel 2021, come hanno spiegato i tecnici della giunta, "quando scadrà la concessione caleranno anche le macchinette delle tabaccherie delle quali è anche vietata la nuova installazione". 

Ma come sottolinea l'assessore regionale alla Salute Raffaele Donini è stato anche il lockdown a frenare il fenomeno. A quanto risulta alla Regione "il 60% dei giocatori d'azzardo ha vissuto il periodo della pandemia con sollievo, il 72% è rimasto in astinenza dal gioco e solo il 3% è passato al gioco online. Questi dati- ha sottolineato Donini- sono un utile appiglio al quale agganciare le nostre politiche di contrasto alla ludopatia perchè indicano che l'offerta influenza la domanda. 'Lontano dagli occhi lontano dal cuorè insomma, e dove non ci sono sale, cala anche il fenomeno. Inoltre, non c'è neanche un ripiego consistente sull'online". 

C'è poi il capitolo dedicato agli interventi sanitari che, da poco, rientrano nei livelli essenziali di assistenza e che prevedono programmi terapeutici personalizzati. "Nel 2019 sono state 1.724 le persone assistite, la maggioranza delle quali nella fascia d'età compresa dai 45 ai 55 anni, anche se - hanno spiegato ancora i tecnici- si è registrato un picco di pensionati che giocano in maniera patologica". 

"Si riducono i luoghi del gioco e gli utenti, mentre aumentano gli interventi per aiutare le famiglie e chi vive questo dramma. Mi sembra un buon ritorno di una legge che ci ha impegnato tutti", ha commentato la consigliera Lia Montalti del Pd. Quella del gioco d'azzardo "è una battaglia importante della nostra regione che non ha mai indietreggiato anche su scelte forti come quella dell'allontanamento delle sale dai luoghi sensibili". E sulla ricerca tra giovani e gioco che ha fatto emergere che nella fascia tra i 15 e 17 anni il 37% gioca, nonostante il divieto, la consigliera ha commentato che "bisogna ancora lavorare. La ricerca mostra anche che nella stessa fascia d'età solo l'8% gioca online, cio' indica che è la disponibilità di sale a influenzare le abitudini, anche dei minorenni".

(DIRE)

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