Cna ai ristoratori: "Rabbia ci sta, ma disobbedienza non si cavalca"

L'associazione di categoria riflette sul dissenso che sepreggia tra i ristoratori (e non solo), che hanno indtto una protesta per venerdì 15 gennaio

Si è incrinato il rapporto tra imprese e Stato, stanno lievitando "rabbia, frustrazione, pessimismo". Tuttavia, se è vero che "la protesta deve rispettare le regole", allo stesso tempo le norme devono essere "meno approssimative" e i ristori legati ai fatturati di dicembre. È la linea di Cna a Modena, dove in questi giorni sono emersi diversi ristoratori che si sono detti pronti, dalla nuova fase dell'emergenza al via il 15 gennaio, a tenere aperto a oltranza in barba alle regole anti-Covid.

Così, arriva un richiamo generale. Lo diffonde Primo Bertagni, presidente di Cna Modena Commercio e Turismo: "Siamo convinti che un'associazione non possa e non debba cavalcare il clima di disobbedienza civile che sta serpeggiando nelle categorie coinvolte. È comprensibile e anche giustificata la contestazione, ma all'interno del sistema di regole su cui si basa la nostra comunità. È altrettanto vero che queste regole debbano essere condivise, e gli ultimi provvedimenti non sono certo andati in questa direzione". 

In ogni caso, "la mancanza di programmazione non aiuta", insiste Cna Modena, che rimarca sui ristori: "Non ha alcun senso che questi vengano distribuiti sulla base dei codici Ateco o sulle differenze di fatturato ad aprile. L'Agenzia delle entrate ha a disposizione i dati fiscali praticamente in tempo reale: attribuiamo allora- sprona Bertani- gli indennizzi sulla base dell'effettivo calo di fatturato".

(DIRE)

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