Modena ricorda i caduti di Nassiriya, 15 anni fa la strage

Il sindaco Muzzarelli alla commemorazione della strage del 2003. Appello a superare “odi e divisioni”, a partire da quella comunicazione che tende a “disumanizzare”

“Il ricordo delle vittime di Nassiriya, come di tutte le vittime di tutte le guerre e di tutte le uccisioni, ci richiama all'impegno contro i terrorismi, gli integralismi, contro chi vuole cambiare con la violenza le società in cui viviamo, e a ribadire che pace, libertà, democrazia, diritti e doveri sono la chiave della Modena e dell’Italia che vogliamo”. Lo ha detto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli intervenendo alla cerimonia al monumento ai Caduti, in viale Martiri della Libertà, in occasione del quindicesimo anniversario della strage nella base italiana in Iraq nella quale nel 2003 persero la vita 17 militari e due civili.

Al monumento è stata deposta una corona di alloro e alla cerimonia hanno partecipato anche il prefetto Maria Patrizia Paba, la presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, il vicario generale monsignor Giuliano Gazzetti, autorità civili e militari.

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Nel suo intervento il sindaco Muzzarelli ha ricordato una frase dell’astronauta Paolo Nespoli (“dallo spazio ci si rende conto di quanto il pianeta Terra sia piccolo, sia uno solo e non si vedano i confini”) per sottolineare che, come da lassù non c’è spazio “per odi e divisioni, dobbiamo tutti impegnarci perché non ce ne sia nemmeno qui”.  E questo a partire dalla comunicazione e dall’uso delle parole visto che, come ha osservato il sindaco, spesso “vengono usate come proiettili per ottenere un effetto specifico su un target determinato di popolazione, i giovani in particolare. Certe parole servono per disumanizzare l’altro – ha affermato Muzzarelli - e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli”.

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