Poliziotti uccisi in Questura, il Siulp di Modena punta il dito contro la politica

"Cordoglio, rabbia, senso di impotenza", commenta il sindacato dopo i fatti di Trieste. "Politici che domani sfileranno ai funerali di stato, con le facce contrite e le immancabili dichiarazioni d’obbligo e le solite promesse da marinaio che non manterranno mai e poi mai"

foto Aiello per TriestePrima.it

"In certi momenti, il silenzio sarebbe obbligatorio soprattutto per rispettare il profondo dolere delle famiglie degli scomparsi, ma non possiamo non commentare questo tragico e luttuoso evento. Sappiamo che due giovani colleghi sono purtroppo morti mentre erano in servizio, cosi come sappiamo che ciò è avvenuto non per una serie di sfortunate coincidenze, ma per una precisa scelta di qualcuno che non si è fatto alcuno scrupolo di commettere due omicidi dopo aver commesso una rapina".

Il Siulp di Modena, sindacato di polizia, commenta i tragici fatti di Trieste, dove ieri hanno perso la vita in una sparatoria l'agente scelto Pierluigi Rotta e l'agente Matteo Demenego, di 34 e 30 anni.

Il sindacato non risparmia un duro affondo alla politica: "Adesso assistiamo alla ridda di commenti di politici di vari livelli che si stringono attorno alla famiglia, che partecipano al dolore dei familiari con strazianti dichiarazioni, che chiedono a gran voce urgenti provvedimenti di legge per tamponare questa emergenza. Politici che domani sfileranno ai funerali di stato, con le facce contrite e le immancabili dichiarazioni d’obbligo e le solite promesse da marinaio che non manterranno mai e poi mai".

Questo il punto di vista del Siulp, esperesso dal segretario provinciale Roberto Butelli: "La storia è tutta qui: criminali senza alcuno scrupolo che sanno di poter delinquere, rischiando sempre pochissimo e che, anche nelle peggiori delle ipotesi, potranno beneficiare dei mille benefici che la legge penale prevede per indagati, imputati e condannati. Dopodiché, torneremo ad essere soli come sempre, con strumenti legislativi obsoleti e troppo garantisti, con equipaggiamenti scadenti e mancanza di personale, con continue dichiarazioni sul calo dei reati e la percezione d’insicurezza che, secondo alcuni, viene cavalcata ad arte dai mass media".

"Chi si stringe per davvero attorno ai parenti, che capisce e condivide il dolore, che organizza collette per le famiglie e che continua, da anni, anni e anni, a chiedere a gran voce la certezza della pena, siamo noi, soltanto noi. Soltanto i rappresentanti dei poliziotti capiscono, vivono e condividono questo dolore e questa assurda situazione che va peggiorando da tempo, nonostante le consuete grida manzoniane di taluna politica. Aspettiamo ancora che le frasi di circostanza vengano, prima o poi, tramutate in atti concreti per tutelare i rappresentanti dello Stato e tutti i cittadini rispettosi della legge: cominciamo dalla certezza della pena – come da anni e anni il Siulp chiede - e gran parte di questo compito sarà assolto".

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