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Rottura dell'argine del Panaro, partiti i lavori della commissione che analizzerà le cause

È presieduta da Giovanni Menduni, professore di Idraulica presso il Politecnico di Milano, affiancato da altri tre membri. Dovrà consegnare al presidente Bonaccini una relazione tecnica dettagliata e una relazione di sintesi con le analisi svolte e le valutazioni

Sono partiti i lavori della commissione tecnico-scientifica incaricata di analizzare e valutare le cause della rottura dell’argine del fiume il 6 dicembre scorso, con allagamenti nei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia, Campogalliano e, in particolare, Nonantola.  

Ne fanno parte quattro esperti di alto profilo tecnico-scientifico, nominati dal direttore generale cura del Territorio e dell’Ambiente della Regione, Paolo Ferrecchi, su mandato della Giunta di viale Aldo Moro. 

A presiederla è stato chiamato Giovanni Menduni, professore di Idraulica presso il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale del Politecnico di Milano, che sarà affiancato da Roberto Cocchi, tecnologo del Dipartimento Bio dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Luca Manselli, comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Ravenna e da Paolo Simonini, professore di Geotecnica presso il Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Padova. 

La commissione resterà in carica per il tempo strettamente necessario per procedere alle valutazioni tecniche. 

A conclusione dell’attività, il pool di esperti consegnerà al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, una relazione tecnica dettagliata e una relazione di sintesi con le analisi svolte e le valutazioni.

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