Domenica, 26 Settembre 2021
Attualità

Violenze in carcere la commissione ispettiva del Dap e i dubbi sull'imparzialità

Il pool dovrà indagare anche su quanto accaduto fra le mura del' Sant'Anna. Ne fanno parte anche l'ex direttrice Rosalba Casella e il dirigente marco Bonfiglioli, che gestì il trasferimento dei detenuti dopo la rivolta dell'8 marzo

Una Commissione ispettiva per fare luce sull'origine delle rivolte dei detenuti avvenute negli istituti nel marzo 2020, sui comportamenti adottati dagli operatori penitenziari per ristabilire l'ordine e la sicurezza e su eventuali condotte irregolari o illegittime poste in essere. È stata costituita nei giorni scorsi con un apposito provvedimento firmato dal Capo del DAP, Bernardo Petralia, e dal suo Vice, Roberto Tartaglia. La Commissione sarà presieduta dal magistrato Sergio Lari, ex Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Caltanissetta e oggi in quiescenza, individuato - come si legge nel documento - per la sua "lunga e comprovata esperienza e capacità" alla direzione di un importante ufficio inquirente.

Lari sarà sarà affiancato da Rosalba Casella (ex direttrice del carcere di Sant'Anna di Modena), Giacinto Siciliano (direttore di San Vittore), Francesca Valenzi (dirigente Ufficio detenuti e trattamento del ministero di Giustizia), Luigi Ardini (comandante del carcere romano di Rebibbia), Riccardo Secci (comandante del carcere di Lecce) e Marco Bonfiglioli (dirigente del Provveditorato Emilia Romagna e Marche), che dispose e coordinò il trasferimento dei detenuti da Modena dopo le rivolte.

La commissione sarà dunque chiamata a fare luce anche su quanto accaduto al Sant'Anna nel marzo 2020, sulla strage, sulla reazione del personale della Penitenziaria e su quanto accadde nel trasferimento di massa dei reclusi a partire da quella tragica serata. Si tratta tuttavia di un pool "interno", la cui composizioni non poteva che sollevare perplessità circa l'annosa questione molto italiana di analaogia tra controllati e controllori.

A sollevarel a questione è stato il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, che ha inviato una lettera al Ministro della Giustizia Marta Cartabia. "La composizione della commissione, proposta dal Dap, a prima vista appare monca poiché in essa è assente la componente sociale e di garanzia - scrive Ciambriello - Tutte figure interne all'amministrazione, la cui obiettività e competenza, ovviamente, non si vuole mettere in discussione, ma certamente la commissione, e i suoi futuri risultati, sarebbero maggiormente garantiti e gestibili se nella stessa fossero inserite figure professionalmente deputate alla vigilanza sull'esecuzione penale, come magistrati di sorveglianza e garanti, nonché figure "terze" (presidenti di associazioni di diritti, Camere penali, ecc.)".

Strage in carcere, da un detenuto accuse di pestaggi violenti dopo la rivolta

"Ciò - prosegue Ciambriello- tenuto anche conto delle diverse notizie e testimonianze emerse nel corso dei passati mesi di violenze a danno di reclusi a seguito delle proteste". Alla Guardasigilli, il garante della Campania ricorda che "durante la sua relazione alla Camera sui pestaggi avvenuti il 6 aprile a Santa Maria Capua Vetere, tra le altre cose ha detto che: "occorre un'indagine ampia, perché si conosca quello che è successo in tutte le carceri, nell'ultimo anno dove la pandemia ha esasperato tutti". Proprio su questa scia - continua Ciambriello - io mi auguro imparzialità affinché si possa arrivare a integrare la commissione con figure di terzietà capaci di uno sguardo multiplo e riassuntivo, con un profilo non artefatto e un ruolo di osservatori super partes".

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