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L'esercito resterà in stazione, rimodulato il servizio "Strade sicure"

Presenza confermata nonostante la rimodulazione del progetto per la guerra in Ucraina. Lo ha riferito in Consiglio il sindaco rispondendo a un’interrogazione di Carpentieri

Oggi pomeriggio in Consiglio Comumale il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha risposto ad un'interrogazione di Antonio Carpentieri, capogruppo del Partito Democratico, sul tema della sicurezza in autostazione. L’istanza sottolineava in particolare episodi sfociati in risse, come quella del 19 febbraio. Chiedeva quindi conferma dell’accaduto, oltre che quante telecamere coprono l’area; quanti agenti della Polizia di Stato sono in forza al Posto Integrato e se è previsto un aumento; se sia possibile intensificare i controlli nell’area dell’autostazione”.

“I militari di Strade Sicure che presidiano alcuni luoghi pubblici della città in chiave antiterrorismo resteranno a Modena. A differenza di quanto era emerso in un primo momento, la rimodulazione del progetto decisa a Roma, necessaria a causa della guerra in Ucraina, conferma la presenza dei militari in particolare alla Stazione ferroviaria, oltre che presso altri punti sensibili. La disposizione operativa è stata firmata proprio in queste ore", ha dichiarato Muzzarelli.

"La tematica era stata oggetto di esame nell’ambito di diverse Riunioni Tecniche di Coordinamento e di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, alle quali avevano preso parte le Autorità giudiziarie, coinvolte nel piano di impiego, e il Responsabile regionale dei militari - aveva 'spiegato' ieri la Prefettura in una nota - Al riguardo, è stato confermato e, in taluni casi, implementato il dispositivo di vigilanza e controllo presso gli obiettivi sensibili attualmente presidiati, attraverso una rimodulazione dei servizi svolti".

Violenza in zona autostazione

In merito alla rissa del 19 febbraio, il sindaco non solo ha confermato l’episodio, ma lo ha definito “un fatto grave che deve essere assolutamente perseguito secondo la legge” e ha ringraziato gli agenti di Polizia locale del Posto integrato intervenuti per primi. Ribadendo che la Questura ha già ricevuto alcuni rinforzi proprio per garantire una presenza più costante presso l’autostazione, ha sottolineato come il Posto integrato, previsto dal Patto per Modena Città Sicura, rappresenti un elemento concreto molto importante per le sicurezze urbane” e che “il presidio territoriale di Istituzioni e Forze dell’ordine continua ad essere un elemento di forza delle politiche di sicurezza pubblica, a maggior ragione ora che, terminato lo stato di emergenza sanitaria, riprendono a pieno regime dinamiche sociali e relazionali”.

Muzzarelli ha quindi ricordato che nel Posto Integrato, dove verrà anche installato un totem elettronico per il pagamento automatico delle sanzioni, sono presenti due operatori di Polizia Locale che ricevono gli utenti e in diversi giorni della settimana un ufficiale per le denunce dei cittadini (59 le denunce nel primo trimestre). Inoltre, una pattuglia presidia l'autostazione negli orari in cui è maggiore la presenza di studenti e traffico. Negli ultimi casi di diverbi e risse, la pattuglia in servizio antibullismo ha permesso di identificare velocemente i coinvolti e il servizio è stato esteso anche al parcheggio antistante il Pala Molza, nei pressi delle panchine davanti agli stalli dei taxi e in piazzale Primo Maggio. In generale sono numerosi i controlli di Polizia Locale in zona: nel primo trimestre sono stati effettuati 188 servizi antibullismo e 51 servizi di controllo nel piazzale Primo Maggio.

Inoltre, la zona è coperta dalla videosorveglianza pubblica: 12 le telecamere in funzione grazie ad un investimento comunale che ha aumentato di tre unità gli apparecchi e li ha ammodernati tutti con tecnologia di nuova generazione. Altre quattro telecamere saranno installate una in piazzale Molza, due in piazza Cittadella, una davanti alla Tenda.

Grazie ai fondi regionali per riqualificazione e sicurezza, si lavora anche al potenziamento di videosorveglianza e illuminazione in piazzale Primo Maggio e parchetto adiacente.

“Il Comune – ha affermato Muzzarelli - continuerà ad investire sulla videosorveglianza, come previsto dal Piano comunale delle Sicurezze. Siamo convinti che l’implementazione tecnologica sia una componente rilevante delle politiche integrate di sicurezza urbana e mi riferisco a tutte le dotazioni per la Polizia locale utili sia per i controlli sulle strade che del territorio; ovviamente queste dotazioni devono essere sicure al 100 per cento per i lavoratori e per le persone. Lo dico – ha continuato il sindaco - perché da mesi sento da parte di alcune forze politiche giudizi troppo ‘disinvolti’ sull’utilizzo del taser, strumento per il quale il Ministero ha escluso la sperimentazione da parte delle Polizie locali”. Il sindaco, sottolineando di guardare con favore alle innovazioni tecnologiche, ha ricordato anche l’avvio di un percorso per la sperimentazione della body cam e non ha escluso altre iniziative “con l'obiettivo di contribuire a garantire maggiore sicurezza di cittadini ed operatori. Ci vuole grande responsabilità su questi temi e soprattutto fiducia nelle Istituzioni preposte alle valutazioni tecniche e giuridiche”, ha concluso.

Il dibattito

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Barbara Moretti (Lega Modena) ha affermato che la presentazione dell’interrogazione da parte del Pd, dimostra che il problema della sicurezza “non è un’invenzione della Lega e nemmeno solo una percezione”. Per la consigliera il fatto che gli episodi di delinquenza si ripetano nella zona, nonostante “sia una delle più monitorate della città”, dipende “dal senso di impunità di spacciatori e immigrati irregolari: ci sono tanti stranieri che non hanno nulla da perdere e rappresentano un problema grave su cui vorremmo maggiori risposte dalle istituzioni”. Dopo aver sottolineato la svolta sul fronte dell’immigrazione irregolare da parte del nuovo questore, ha concluso affermando che “le azioni del Comune sono insufficienti”.

In replica, il consigliere Carpentieri ha ribadito che sull’immigrazione irregolare la competenza è dello Stato e “lo stesso vale per lo spaccio: per contrastarlo seriamente non basta la repressione sul posto ma è necessario un grande lavoro delle Forze dell’ordine e dello Stato, per il lavoro d’indagine necessario a combattere le organizzazioni criminali. Viene da sé che, in questo contesto, il Comune sta facendo la sua parte”. Il consigliere ha osservato anche che le telecamere non servono solo a prevenire i reati “ma soprattutto per l’indagine successiva”. E ha concluso invitando il sindaco a “proseguire nell’impegno di sollecitare lo Stato a completare l’organico delle Forze dell’ordine in città”.

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