Appalto per le biblioteche, il Consiglio di Stato fa rientrare in gioco la coop Macchine Celibi

La cooperativa bolognese può riassumere il personale senza tener conto dell’anzianità di servizio. Ma ci sono altri aspetti da approfondire

“Una decisione ‘interlocutoria’ che di fatto riapre la gara per l’assegnazione di servizi bibliotecari, pur riconoscendo la validità di alcune delle motivazioni che avevano portato all’esclusione di ‘Macchine celibi’ dall’appalto”. L’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi interviene sulla sentenza del 2 novembre con cui il Consiglio di Stato ha riformato la decisione del Tar che aveva rigettato il ricorso presentato da “Le Macchine celibi” contro l’esclusione dall’appalto delle Biblioteche comunali di Modena e del Polo bibliotecario provinciale. Il Consiglio di stato stabilisce la validità del ricorso al Tar sul punto riguardante i diritti dei lavoratori, ritenendo in particolare legittimo l’azzeramento dell’anzianità di servizio degli operatori riassunti dall’appaltatore subentrante, ma riconosce la fondatezza delle altre ragioni che hanno portato all’esclusione delle “Macchine celibi” dall’appalto: non assegna pertanto l’appalto alla cooperativa bolognese, ma la “riammette” in gara e chiede al Comune di Modena di riformulare il suo giudizio di anomalia.

Il Comune, continuando a ritenere che l'azzeramento dell'anzianità di servizio, pur se considerato legittimo, non rappresenta certo un elemento positivo, prende atto della decisione e procederà sulla base delle indicazioni esplicitate nella sentenza. “"Il Consiglio di Stato, che ha compensato le spese e non ha riconosciuto alcun risarcimento a Macchine Celibi – commenta Bortolamasi - ha comunque ravvisato elementi di ragionevole fondatezza nella decisione del Comune e nelle altre anomalie indicate, che ora approfondiremo nuovamente".

Nel gennaio scorso il Tar aveva confermato la decisione del Comune di escludere l’offerta della cooperativa “Macchine celibi” nella gara per la gestione dei servizi bibliotecari perché, pur dopo le richieste di chiarimenti, era stata ritenuta anomala rispetto alle prescrizioni del disciplinare, determinando “un notevole pregiudizio ai diritti dei lavoratori” e fondata su previsioni di costo eccessivamente ridotte, tali da non garantire l’interesse pubblico a una gestione efficiente e sostenibile del servizio.

La base di gara era di due milioni e 640 mila euro per l’affidamento per 36 mesi (880 mila euro all’anno, con possibile rinnovo per altri 24 mesi) dei servizi bibliotecari per le biblioteche comunali di Modena e per il Polo bibliotecario modenese dove con l’attuale gestore Open Group secondo nella graduatoria del bando - la cui attività è stata provvisoriamente prorogata in attesa che si chiuda la vicenda giudiziaria - sono impegnate 35 persone (32 delle quali con contratto a tempo indeterminato).

“Macchine celibi” aveva ottenuto il minor punteggio qualitativo e si era vista assegnare il primo posto in graduatoria per effetto del “considerevole ribasso offerto”, pari al 14 per cento (370 mila euro nel triennio), e il Comune nel motivare l’esclusione della cooperativa aveva evidenziato, come riconosciuto dal Tar “non uno, ma più profili critici fondanti la decisione assunta”: dalla violazione della clausola sociale (addossando di fatto sui lavoratori il peso del ribasso offerto visto che pur impegnandosi a riassorbire i dipendenti non veniva garantita loro la stessa anzianità di servizio) agli oneri di sicurezza, fino ai costi per le attrezzature, alle spese generali e all’utile ridotto.

La gara è stata indetta all’inizio del 2019 e, sulla base della prima graduatoria, già in aprile la precedente Amministrazione comunale aveva chiesto chiarimenti a “Macchine celibi”, che già in settembre 2019 si era vista respingere dal Tar la richiesta di sospensiva presentata.

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