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Consiglio territoriale per l’Immigrazione riunito dal Prefetto, analisi affidate a gruppi di lavoro

La riunione istituzionale ha fatto una fotografia dei vari aspetti del fenomeno migratorio nella nostra provincia. Circa 1.400 richiedenti asilo nei centri, 3254 i profughi ucraini

Ieri mattina il Prefetto di Modena, Alessandra Camporota, ha presieduto una riunione del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, la cui composizione è stata di recente rinnovata al fine di dare nuovo impulso al ruolo che la normativa assegna a questo tavolo. Alla riunione erano presenti rappresentanti della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Modena, Sindaci e Presidenti delle Unioni di Comuni, il Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, il Direttore dell’Ispettorato del Lavoro, il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura, la Caritas di Modena, la Croce Rossa Italiana, esponenti delle Organizzazioni Sindacali, delle Associazioni delle categorie produttive e Associazioni rappresentative degli stranieri presenti sul territorio provinciale.

Secondo qunto riportato dalla Prefettura, la riunione è stata l'occasione per fare un fotografia dell'esistente - compresa l'emergenza Ucraina - e per comunicare la costituzione di altri tavoli ristretti per analizzare i singoli aspetti del fenomeno migratorio. Non sembrano essere emerse indicazioni operative particolari o altri elementi di interesse immediato.

Riportiamo di seguito il comunicato della Prefettura di Modena:

"In apertura il Prefetto, dopo aver ringraziato i partecipanti al Tavolo, ha sottolineato come il Consiglio territoriale per l’Immigrazione rappresenti la sede ideale e privilegiata per un confronto, utile ad indirizzare le attività volte al miglior governo delle iniziative di integrazione e inclusione della popolazione straniera residente nella provincia.

Prima di dare la parola ai rappresentanti degli Enti e Organizzazioni intervenute, il Prefetto ha quindi illustrato i dati aggiornati relativi alla popolazione immigrata residente in provincia di Modena, che vede al 1° gennaio 2021 n.  95.539 residenti, che rappresentano circa il 13,6% del totale, con una maggiore presenza di stranieri di nazionalità nordafricana e dell’area dell’est Europa.

Nel corso della riunione sono state affrontate le questioni relative all’integrazione della popolazione immigrata, con particolare riferimento all’emergenza Ucraina, alla formazione professionale e all’inserimento scolastico dei cittadini stranieri e del fenomeno del caporalato.

I cittadini Ucraini giunti sul territorio della Provincia di Modena dall’inizio del conflitto sino al 3 luglio u.s. sono pari a 3254 di cui 1761 adulti (189 uomini e 1572 donne) e 1493 minori. I permessi di soggiorno rilasciati dalla locale Questura sono pari a 2701, mentre i codici STP rilasciati dall’AUSL di Modena, alla data del 13 luglio, risultano 3203.
Nell’ambito della rete di accoglienza straordinaria sono stati ospitati 177 cittadini ucraini.
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Per quanto riguarda la presenza dei cittadini stranieri richiedenti asilo, attualmente sono circa 1.400 gli ospiti dei centri di accoglienza della provincia, affidati alla gestione di sette Enti e con una distribuzione dei centri di accoglienza su tutto il territorio provinciale, avendo sin dall’inizio la Prefettura perseguito la politica dell’accoglienza diffusa.

Il rappresentante della Regione ha informato sulla imminente approvazione del nuovo piano regionale triennale per l’inclusione dei cittadini stranieri, ed ha posto l’attenzione sul tema delle donne e sul loro livello occupazionale, nonché sulla tematica delle nuove generazioni.

Per quanto riguarda, infine, l’inserimento scolastico, il Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale ha riferito che i giovani ucraini inseriti ad oggi nei percorsi scolastici del territorio della provincia, sono 430, in gran parte bambini delle scuole primarie e medie con un significativo lavoro di supporto dei mediatori culturali e di psicologi, ed ha assicurato sull’efficacia delle iniziative messe in campo a livello provinciale al fine di garantire un percorso di studi regolare ai cittadini ucraini.

Per quanto concerne il fenomeno del caporalato nel comparto agricolo, che riguarda spesso soggetti vulnerabili e particolarmente meritevoli di tutela quali i migranti, il Direttore dell’Ispettorato del Lavoro ha evidenziato che il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel settore dell'agricoltura rappresenta una delle priorità politiche individuate dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed ha illustrato l’esito del monitoraggio in corso, attraverso l'effettuazione di mirati controlli presso le aziende, nell’ambito del programma “A.L.T. Caporalato!”, sensibilizzando le associazione dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Infine, sul tema dell’inclusione lavorativa, è stato illustrato il contenuto del progetto “Mod-IN - Modena Include”, presentato dalla Prefettura di Modena quale ente capofila ed ammesso al finanziamento a valere sul fondo FAMI, con l'obiettivo di addivenire alla costituzione di un tavolo permanente tra enti pubblici, datori di lavoro e gestori dell'accoglienza per favorire l’inserimento lavorativo dei richiedenti protezione internazionale ed i titolari di protezione. 

Il processo di integrazione, ha concluso il Prefetto, non può che attuarsi attraverso una governance multilivello, in cui Istituzioni statali, regionali, locali, associazioni di categoria e  Terzo Settore operano sinergicamente, in una prospettiva di più ampio respiro, attraverso politiche di integrazione e di accompagnamento dei migranti in un percorso di inserimento nel contesto sociale che consenta, altresì, di prevenire fenomeni di emarginazione.  A tal fine verranno costituiti dei più ristretti gruppi di lavoro che consentiranno di analizzare i diversi ambiti di interesse per i cittadini stranieri, partendo dalla costituzione nella prossima seduta del Consiglio, del “Tavolo permanente di raccordo e monitoraggio sulla prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato in agricoltura”.

Il Prefetto, infine, ha manifestato un particolare apprezzamento per gli interventi dei referenti delle Associazioni degli stranieri presenti sul territorio, auspicando, nel contempo una loro più ampia partecipazione, essenziale alla condivisione delle principali istanze di ciascuna comunità, considerato la varietà delle provenienze dei cittadini stranieri in questa provincia". 

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