I Consultori familiari entrano in Fase 2, si passa sempre dal triage telefonico

Modalità sicure per percorso nascita e contraccezione. La responsabile provinciale, Stefania Travagli: “Il percorso nascita per le future mamme è sempre stato garantito. Triage telefonico per ridurre il rischio di contagio”

Consulenze telefoniche e accessi su appuntamento. I Consultori Familiari dell’Azienda Usl – per un totale di 28 sedi in tutta la provincia - affrontano la cosiddetta Fase 2 mantenendo un’attività, esclusivamente e rigorosamente su programmazione, per il percorso nascita, con l’aggiunta della ripresa di alcune prestazioni fondamentali, a cominciare dagli screening oncologici cervicali di primo livello e dalla contraccezione per spazi giovani e giovani adulti. Oltre alle visite urgenti che sono sempre state garantite e al recupero degli appuntamenti sospesi durante l’emergenza.

Sul fronte sicurezza, come stabilito dalla Delibera 404/2020 della Regione Emilia-Romagna, è sospeso il libero accesso e le prestazioni ambulatoriali prevedono un utente ogni 30 minuti per garantire la costante sanificazione degli ambienti e, soprattutto, evitare affollamenti nelle sale d’attesa. E’ vietata, inoltre, la presenza di un accompagnatore: uniche eccezioni in caso di minori, portatori di handicap o persone che necessitano di mediazione.

“L’impegno degli operatori rimane massimo - dichiara Stefania Travagli, Responsabile Consultori dell’Ausl di Modena -. I centri aperti nei distretti sanitari della provincia non si sono mai fermati, anche se molte attività sono state riadattate al periodo di emergenza, sia per tutelare l’utenza che gli operatori stessi. Le modalità introdotte con l’inizio del lockdown rimarranno tali, specialmente per il percorso nascita, che è stato sempre garantito anche nella Fase 1 con visite, test combinati, ecografie ostetriche.

La procedura al momento attuale prevede un triage telefonico ventiquattro ore prima dell’appuntamento per evitare qualsiasi rischio di accesso ai consultori da parte di persone sospette o positive al Covid. Dal blocco generale dello scorso 8 marzo - continua la dottoressa Travagli -, c’è stato un enorme incremento del lavoro telefonico. Anche adesso, il giorno precedente alle prestazioni, c’è un’ostetrica dedicata che intervista tutte le donne che sono in prenotazione per il giorno successivo per verificare la presenza di possibili sintomi da Covid. Se il colloquio a distanza risulta negativo c’è l’ok all’accesso, in caso di un quadro dubbio o chiaramente positivo la prestazione viene invece riprogrammata o sospesa. Inoltre con la sospensione dell’attività specialistica ambulatoriale privata, i consultori si sono messi a disposizione anche per offrire assistenza a quelle donne in gravidanza che erano seguite nel privato e temporaneamente avevano interrotto i controlli”.

Così come durante l’emergenza, anche nella Fase 2 è sempre possibile il contatto telefonico in caso di urgenze (che vengono garantite) quali ad esempio percorso IVG, dolori pelvici acuti, infezioni genitali acute, emorragie, sospetto oncologico e contraccezione d’emergenza. 

Non si è fermata neppure l’accoglienza alle donne immigrate, per le quali è stata garantita la mediazione culturale fissa (ambulatori dedicati), mentre si è proceduto a fornire una mediazione telefonica negli altri casi di necessità.

Dall’8 marzo in poi sono rimasti attivi gli Spazi Giovani per le sole urgenze. Ora è possibile la prenotazione delle visite contraccettive e della conseguente erogazione, chiamando i numeri di ciascun Consultorio/Centro giovani. Per le attività non urgenti (fare domande, ricevere consigli ecc) è possibile anche in questo caso chiamare il numero di telefono e parlare con gli operatori del centro più vicino.

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Sono invece sempre proseguiti, sulla base della valutazione del singolo caso, gli accessi per le prestazioni del secondo e terzo livello dello screening, sempre previo triage telefonico.

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