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Covid, oggi contagi in calo. Avanti con le vaccinazioni, ma i medici sono rimasti senza dosi

Dati confortanti quelli sul contagio. Sono aumentate le dosi somministrate, ma si attende aprile per allargare la campagna. Probabilmente ci si potrà vaccinare anche in farmacia

Calano i nuovi casi di Covid in Emilia-Romagna, sotto i 2.000 casi nelle ultime 24 ore. Ieri sono stati 1.569 i nuovi contagi in regione: "Siamo in calo rispetto alla media ultimi giorni, a confermare cio' che gli esperti e i sanitari ci hanno più volte indicato", commenta l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, questa mattina in commissione. Cioè che "dovremmo essere su un plateau, non più in crescita esponenziale. 

Le due settimane di zona rossa cominciano a dare loro frutti", sottolinea Donini. L'Rt, intanto, è a cavallo dell'1 e "sta diminuendo", mentre i contagi per 100.000 abitanti sono 298,71 in regione: "Siamo ancora alti, ma molto più bassi della settimana scorsa: di 129,03", cita ancora i dati Donini. 

Intanto l'Emilia-Romagna accelera sui vaccini, anche a costo di ridurre le 'scorte' di emergenza. Sulle 779.340 dosi ricevute finora, quelle somministrate in regione sono 695.655, l'87,2% del totale. Le persone ormai 'coperte' con le due dosi sono attorno a 243.000. "Ne abbiamo somministrate tante perchè abbiamo ragione di ritenere che ad aprile arriveranno tante dosi e potrebbe diminuire la necessità di trattenere vaccini per le seconde dosi", spiega Donini. 

Ma questo primo "scatto" (si punta però di arrivare a breve a 20.000 dosi al giorno) è dovuto anche al fatto che i "punti vaccinali sono tanti e funzionano bene", evidenzia l'assessore. Un giudizio generoso, alla luce soprattutto dei tempi di attesa che si verificano ultimamente a Modena, ma che sono senza dubbio figli di un'organizzazione che ha dovuto fare i conti con molte incognite.

L'obiettivo principale della campagna è ora completare gli over 80 (attualmente "siamo al 71-72% sulla prima dose") anticipando gli appuntamenti già presi grazie all'aumento delle dosi in arrivo. Ma i primi frutti della campagna, in particolare su personale sanitario e degenti Cra, già si vedono: la quota di medici e infermieri contagiati nelle ultime settimane è dello 0,8%. "Solo a dicembre era il 7% del totale", ricorda Donini. Ma soprattutto "non stiamo registrando più alcun decesso tra i residenti delle Cra", purtroppo una categoria che ha conosciuto molte vittime nelle precedenti ondate ma che ora è completamente vaccinata.

Quanto alla lista di riserva per le vaccinazioni con persone "da chiamare da un'ora all'altra in modo da non sprecare neanche una dose", la Regione ha dato mandato alle aziende, alla luce della ordinanza del commissario Figliuolo, di compilare "elenchi dei riservisti, composti da coloro che erano già prenotati nei giorni successivi o comunque che potevano prenotare essendo della stessa categoria dei vaccinandi". Non persone 'a caso' insomma, sottolinea Donini, ma ricomprese delle stesse categorie a rischio di coloro che sostituiscono all'ultimo momento in caso di rinuncia.

I medici di base dell'Emilia-Romagna hanno finito le dosi di vaccino anti-Covid. Resta dunque al momento in attesa la metà (circa 60.000 persone) del personale delle scuole che non si è ancora vaccinato. Lo ha spiegato stamane durante la sua informativa in commissione l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini. Le 60.000 dosi Astrazeneca affidate ai medici di famiglia "le hanno praticamente finite tutte in due settimane". Nei prossimi mesi "se ci arrivassero davvero tanti vaccini possiamo contare anche su questa rete. Ora pero' non hanno dosi, speriamo di avere quanto prima vaccini che possano essere gestiti meglio da loro, Astrazeneca e Johnson&Johnson".

Annuncia Donini, "a loro affideremo un altro target, oltre a concludere quello scolastico appena ci saranno i vaccini, quello dei caregiver, sia per quanto riguarda gli anziani sia per quanto riguarda i disabili. Speriamo di poter rimettere in moto il più presto possibile questa potenzialità". L'ampliamento del target affidato ai medici di base, tra l'altro, permetterà a quanto spiega l'assessore di ridurre in parte il problema delle 11 persone da vaccinare nello stesso momento (queste le dosi contenute in una fiala Astrazeneca) in maniera da sprecare la minor quantità possibile di vaccini.

Un passo avanti lo hanno fatto anche i farmacisti, ma in questo caso la Regione è in attesa del via libera sul piano nazionale perchè si possa 'abilitare' a tutti gli effetti la categoria e somministrare vaccini anche in farmacia

(fonte DIRE)
 

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