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"Contro la Bretella nuove ferrovie e un nuovo casello autostradale" l'analisi del comitato

La proposta che il comitato fa è il frutto dell’impegno di esperti, associazioni e cittadini che in questi anni hanno sempre ritenuto l’intervento autostradale dannoso, inutile, costoso e obsoleto e comprende una serie di interventi con un’attenzione specifica sulla mobilità sostenibile di merci e persone

La proposta che il Comitato fa è il frutto dell’impegno di esperti, associazioni e cittadini che in questi anni hanno sempre ritenuto l’intervento autostradale dannoso, inutile, costoso e obsoleto e comprende una serie di interventi coordinati sui distretti industriale, ceramico e manufatturielo di Modena, Reggio Emilia e della fascia pedemontana, con un’attenzione specifica sulla mobilità sostenibile di merci e persone ma senza trascurare la mobilità su gomma.

“Quando nel 2004 fu approvato il progetto preliminare della Bretella non era ancora terminata la costruzione della superstrada Modena Fiorano Sassuolo né erano ammodernate la SP Sant’Antonino e la Pedemontana. Dal 2005 è in funzione la superstrada, con un transito giornaliero medio di circa 40.000 veicoli. Su di essa e sui collegamenti del distretto ceramico al sistema autostradale non si riscontrano oggi fenomeni estesi di saturazione e congestione, e condizioni di criticità locali possono essere ovviate con specifici interventi di adeguamento.” inizia così la presentazione delle alternative alla Bretella essposte dal Comitato no bretella di Mobilità sostenibile.

VIDEO | "Più rotaie e il nuovo Casello 'Modena Centro'", le proposte sulla Bretella

“L’assetto del territorio e del sistema produttivo è pienamente consolidato, la produzione di ceramiche è stabilizzata e non se ne prevede l’incremento: non sono quindi nemmeno immaginabili quei rilevantissimi aumenti di traffico che dovrebbero giustificare il raddoppio della capacità delle strade. La costruzione della Bretella, che parte e arriva a tre chilometri di distanza dalla superstrada, duplicandola, non ha ragione.”

La Bretella: spreco di risorse pubbliche?

Secondo il progetto la Bretella, inutile in sé in quanto non risolve nessuno dei problemi di congestione del territorio, costerebbe alle finanze pubbliche 422 milioni di euro, che in realtà nemmeno basterebbero. Già l’inflazione di un anno ha aumentato i costi di una quarantina di milioni, ma che quell’importo sia insufficiente è confermato soprattutto dalla società concessionaria: sebbene nessun vincolo burocratico impedisca oggi di procedere con i lavori, la concessionaria ha ottenuto la sospensione del loro avvio, subordinandolo alla revisione del piano economico finanziario.

Il consumo e l’impermeabilizzazione di suolo in un contesto già a rischio          

Secondo l’esame del comitato “l’Unione Europea considera il suolo una risorsa da tutelare per le sue molteplici funzioni ecosistemiche, assumendo l’obiettivo di azzerare il suo consumo entro il 2050.

La realizzazione della Bretella sottrarrebbe 600.000 metri quadrati di suolo agricolo, con un danno alle corrispondenti funzioni ecosistemiche che si stima cautelativamente in oltre tre milioni di euro annui. La loro impermeabilizzazione aggraverebbe due problemi emergenti: la minore alimentazione delle risorse idriche sotterranee, in tempi in cui la siccità si palesa sempre più pericolosa, e l’accelerazione del deflusso delle acque superficiali, con maggiore pericolo di esondazioni in concomitanza con le più intense piogge connesse ai cambiamenti climatici.”

Le proposte alternative: potenziamento del trasporto ferroviario

"Va realizzato il collegamento ferroviario Cittanova - Dinazzano, previsto nel PRIT 2020 della RER, ma tuttora non finanziato. In adiacenza al terminal ferroviario di Cittanova va realizzato un vero polo logistico intermodale ferro-gomma per le merci prodotte nei distretti industriali di Modena e Reggio Emilia."

Collegamenti ferroviari

"Un intervento che porta un radicale potenziamento del trasporto suferrovia per la fascia pedemontana, collegando Sassuolo, Maranello e Vignola.  Un asse strategico che, attraverso i collegamenti verso Modena, Bologna e Reggio Emilia può supportare la crescita di traffico merci e pendolari in modo sostenibile ed economico, diventando un fattore di sviluppo anche per la montagna.

Connettere le due linee ferroviarie che arrivano a Sassuolo da Reggio Emilia e da Modena, separate da poche decine di metri, ampliando in misura sostanziale le opportunità per lavoratori e studenti pendolari.

Prolungare la ferrovia a supporto della forte concentrazione di industrie ceramiche che risale da Castellarano a Roteglia, è una risposta efficace anche ai movimenti pendolari della montagna modenese e reggiana che ogni giorno devono raggiungere i loro luoghi di studio e lavoro, oltre che un’opportunità per ridurre i costi del trasporto merci su gomma.

Realizzare un raccordo ferroviario del polo logistico su gomma di Campogalliano, con lo scalo di Cittanova, integrando Campogalliano all’intera rete ferroviaria. Un intervento che appare di agevole ed economica fattibilità, un paio di chilometri per un grande risultato."

Adeguamento della viabilità:  nuovo Casello Modena Centro

Il comitato sostiene inoltre che sarebbe più opportuno "l'apertura di un nuovo casello “Modena Centro” fattibile all’incrocio con la Superstrada, la A1 e la complanare di Modena. Questo permetterebbe di decongestionare il casello di Modena Nord e  collegare direttamente l’Autostrada A1, con il Distretto della Ceramica tramite l’esistente superstrada Modena Fiorano Sassuolo. Criticità locali possono essere risolte con interventi di costo e impatto ambientale trascurabile rispetto alla Bretella, sia strutturando adeguatamente l’immissione sulla Pedemontana."

"Completare la complanare all’A1 esistente in territorio reggiano fino alla tangenziale di Modena realizzando una connessione di massima efficienza tra le zone industriali poste nella parte nord dei territori urbani sia di Modena che di Reggio Emilia, a supporto sia dei movimenti merci fra le due massime concentrazioni manifatturiere emiliane, sia dei pendolari che vi sono diretti. Un intervento economico che permette di risolvere le gravi criticità del collegamento est-ovest fra Modena e Reggio, asse della principale concentrazione manifatturiera della regione. È un tracciato che corre a nord e in adiacenza al fascio infrastrutturale dell’autostrada e della ferrovia, che per buona metà è già attuato e in servizio da diversi anni e che riduce notevolmente l’impatto sul territorio agricolo rispetto a tracciati in aperta campagna."

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