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Stabilimento ex Bugatti, controversia arbitrale da 14 milioni per l'acquisto

Il magnate argentino A. G. Roemmers aveva avanzato un'offerta per rilevare la fabbrica di Campogalliano, ma si è tirato indietro. Il caso finisce alla Camera Arbitrale di Ginevra

Non c'è pace per la Fabbrica Blu di Campogalliano, lo stabilimento ex Bugatti costruito ormai trent'anni fa per rilanciare il celebre marchio automobilistico e poi tristemente naufragato. Una potenziale offerta di acquisto finisce infatti in nulla, anzi, in una controversia giudiziaria davanti alla Camera Arbitrale di Ginevra.

L'attuale proprietario dell'impianto, l'imprenditore romano Marco Pulsoni che l'ha acquistato 13 anni fa, ha infatti reso noto attraverso i propri legali l'offerta si acquisto avanzata da Aljandro Guillermo Roemmers, magnate argentino dell'industria farmaceutica e accreditato come il quinto uomo più ricco del Sudamerica. Roemmers avrebbe infatti proposto un affare da 14 milioni di euro per rilevare la fabbrica, estesa su un’area di oltre 70.000 mq, incaricando poi alcuni professionisti di riprogettare gli spazi per farne una dimora di lusso e per realizzare un museo dell’auto dove alloggiare le oltre 180 auto d’epoca di sua proprietà.

Senonché, il giorno prima della scadenza dell’opzione di acquisto per la quale era stato effettuato un deposito di 500.000 dollari, Roemmers si sarebbe improvvisamente ritirato dall’affare chiedendo la restituzione del denaro con un decreto ingiuntivo nei confronti di Pulsoni presentato al Tribunale di Roma.

Gli avvocati Maurizio d’Albora (Studio Carnelutti di Napoli) e Vincenzo Ussani (UdE Studio Legale di Roma), incaricati da Pulsoni, ravvisando che il contratto prevedeva la competenza della Camera arbitrale di Ginevra hanno prontamente attivato la procedura arbitrale chiedendo agli Arbitri l’ottemperanza di Roemmers al contratto e in Italia proponendo un giudizio di opposizione contro le domande formulate da Roemmers ad un giudice non competente.

VIDEO| Bugatti, 30 anni di fabbrica blu e auto sportive

Sarà quindi la corte svizzera a dover dirimere la questione, salvo restando i pronunciamenti della giustizia italiana.

Ricordiamo per altro che nei mesi scorsi era circolata la notizia di un altro possibile acquirente per l'area di Campogalliano, come possibile nuova sede per la Nanoprom Chemicals, realtà fondata dall’imprenditore sassolese Gian Luca Falleti, che aveva parlato di un accordo già raggiunto con Pulsoni.

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