Coronavirus. Ordinanza blocca gli "eventi pubblici", una settimana di incertezza

Dal 24 febbraio al 1 marzo a rischio molti eventi e il normale svolgimento della vita pubblica. Occorre sempre informarsi con anticipo e verificare con attenzione ogni informazione

foto Ansa/Andrea Fasani

Da domani, 24 febbraio, molti aspetti della vita quotidiana potrebbero subire cambiamenti imprevisti a causa del contagio da Coronavirus cui stiamo assistendo da ormai qualche giorno, ma anche e soprattutto per le disposizioni contenute nell'ordinanza firmata oggi dal Presidente della Regione Bonaccini e dal Ministro della Salute Speranza. Si parte dalla chiusura di scuole e università - fino al 1 marzo - per arrivare poi alla "sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva ecc, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico”.

Un punto, questo in particolare, che viene formulato in maniera necessariamente vaga e che apre dunque molti interrogativi. Quale iniziative saranno rinviate? Impossibile dare una risposta univoca, ad una casistica troppo ampia. Concerti ed eventi culturali, manifestazioni sportive, feste di carnevale nelle strade o grandi avvenimenti pubblici saranno probabilmente rinviati a data da destinarsi, ma la certezza viene meno di fronte ad altre attività. 

Ci saranno limitazioni nei luoghi che raccolgono ogni giorno centinaia se non migliaia di persone? Grandi luoghi di lavoro, centri commerciali, funzioni religiose? Per capirlo sarà necessario lo sforzo proattivo di ciascun cittadino. L'invito è quindi quello di verificare di persona, magari telefonicamente, se un dato avvenimento sarà confermato o meno. Le stesse informazioni che circolano e circoleranno online saranno necessariamente incomplete o talvolta non aggiornate, quindi ogni verifica diretta sarà la soluzione migliore.

Non si può prevedere, in sintesi, quale sarà il reale impatto dell'ordinanza sulla vita pubblica, nella speranza che tutte le misure precauzionali siano comunque osservate con la massima attenzione da ciascun cittadino per evitare il diffondersi del contagio.

La verifica attenta delle informazioni da parte dei cittadini è una buona regola da seguire non solo per gli appuntamenti in programma nei prossimi giorni, ma anche e soprattutto sulla questione sanitaria. Da più parti viene rivolto l'invito a non cedere a facili allarmismi: è un aspetto essenziale, per evitare di generare panico e sommare in modo esponenziale gli effetti negativi del momento. 

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Di allarmismo è bene parlare anche in merito alla condivisione dei contenuti sui social network, ormai diventati la principale fonte di informazione: condividere in modo ingenuo una informazione non verificata può causare danni. L'appello è dunque ad osservare in modo critico qualsiasi informazione, cercando di risalire alla fonte per escludere così quelle che non hanno ancora ricevuto un avvallo istituzionale.

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