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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Conoscere il balsamico e gestire un'acetaia, il corso fa il pieno anche di giovani

Oltre la metà dei partecipanti ha meno di 30 anni. Il 40% dei partecipanti, in totale 65, è composto da donne. Il presidente dell’Associazione e del Consorzio Produttori Antiche Acetaie, Gambigliani Zoccoli: “Non solo possessori di batterie ma tante nuove persone che si affacciano a questo mondo dopo anni di lavoro culturale operato dal Consorzio e dalla Associazione”

"Un successo che ci ripaga del continuo e appassionato lavoro che insieme, come Associazione Esperti Degustatori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. e Consorzio Produttori Antiche Acetaie, svolgiamo per mantenere viva una tradizione gastronomica e culturale, che caratterizza in modo unico il nostro territorio.” Commenta così Il presidente dell’Associazione e del Consorzio Produttori Antiche Acetaie, Mario Gambigliani Zoccoli, il numero straordinario di iscritti al corso dedicato alla conoscenza del prodotto e alla conduzione di un’acetaia che ha registrato letteralmente il tutto esaurito. Nei giorni scorsi sono iniziate le lezioni promosse dall’Associazione con il sostegno del Consorzio Produttori Antiche Acetaie che ha portato in ‘aula’ ben 65 iscritti: numeri importanti tanto che, per trovare un ambiente idoneo a contenere tutti rispettando le normative Covid-19, è stata scelta come sede principale la Città dei Ragazzi di via Tamburini a Modena.

Moltissimi i giovani che partecipano: oltre il 50% ha un’età inferiore ai 30 anni e più del 40% degli iscritti è composto da donne. Diverse le storie: c’è chi ha già almeno una batteria di botti in casa e vorrebbe portare avanti la tradizione di famiglia, ma anche chi affronta per la prima volta l’argomento ed è curioso di come poter entrare a propria volta nel seducente mondo dei profumi e dei sapori balsamici.

Il corso si svilupperà per tutto il mese di ottobre con momenti d’incontro in acetaia in modo da scoprire i dettagli per gestire la produzione e i travasi, capire come si realizza il mosto cotto, ingrediente unico, e con quali passaggi si trasforma in uno dei prodotti simbolo della tradizione culinaria modenese. In un mondo che nell’ultimo anno e mezzo ha dovuto far fronte a numerosi cambiamenti, il settore delle degustazioni balsamiche ha dovuto gioco forza sostituire alcuni strumenti e procedimenti per l’assaggio ma l’essenza di questo particolare ‘rito’ è rimasta inalterata: nelle prime lezioni, bicchierini e candele alla mano, si è iniziato a differenziare i prodotti imparando a compilare le schede ufficiali riconosciute a livello di D.O.P., cercando di capire differenze tra termini tecnici quali per esempio la ‘franchezza’ (quanto il prodotto è schietto all’olfatto) e la ‘finezza’ (quanto invece sempre all’odore appare gradevole).

Molti giovani sentono la responsabilità delle batterie che andranno a ricevere in successione in futuro - commenta il Presidente della Associazione Esperti Degustatori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. e del Consorzio Produttori Antiche Acetaie, Mario Gambigliani Zoccoli - a loro si aggiungono molti altri che si avvicinano per la prima volta per far partire nuove batterie, grazie all’imponente lavoro culturale fatto da AED e Consorzio Produttori negli anni”. Per chi volesse partecipare in futuro a iniziative di questo tipo, può visitare il sito www.aedbalsamico.com inviare una mail di informazioni info@aedbalsamico.com oppure contattare il numero di telefono 338 587425.

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