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Il prof. Andrea Cossarizza di Unimore diventa parte di un videogioco e vince il Webby Award

L’Oscar del web, il People’s Choice Webby Award per la categoria “Best Public Service, Activism and Social Impact” al ricercatore modenese che con il suo avatar nel videogame Eve Online - Project Discovery guida migliaia di giocatori che cercano di combattere virtualmente, ma allo stesso tempo realmente, il virus Sars-Cov-2

Se si fosse a Los Angeles alla notte degli Oscar si sentirebbe dire “And the winner is…”, così anche nel mondo del web, senza lo stesso clamore e senza il red carpet, si assegnano le statuette. Come risultato della votazione online che ha coinvolto un totale di quasi due milioni di persone, l’Oscar del Web, il Webby Award, nella categoria People’s choice - “Best Public Service, Activism and Social Impact”, è stato vinto dal videogame EVE Online – Project Discovery, della casa islandese CCP Games, alla cui ideazione e realizzazione ha partecipato il prof. Andrea Cossarizza di Unimore.

Come può uno scienziato di fama internazionale, pioniere negli studi sul Covid-19, conquistare questo premio? Diventando l’avatar di se stesso che guida milioni di giocatori nel videogame Eve Online - Project Discovery, dedicato alla risposta immunitaria contro il virus Sars-Cov-2, dove ogni partecipante può combattere come un guerriero contro il Coronavirus. Questo gioco è tra i più longevi del web e uno dei più importanti: si svolge all’interno di una galassia che contiene 7.800 stelle, e nel 2021 conta 8,5 milioni di abbonati, con 323 mila giocatori al giorno. 

Il prof. Andrea Cossarizza, tramite il suo avatar che vive in un lontanissimo futuro nella galassia di Caille, fornisce le indicazioni per svolgere le analisi su linfociti, ed introduce i partecipanti al riconoscimento delle cellule coinvolte durante il processo di difesa dal SARS-CoV-2. Ogni giocatore effettua le sue analisi e se sbaglia ricomincia da capo. “E più volte sbaglia – dice Cossarizza – meglio è!” Sembra fantascienza, ma tutto è reale. Tutti i dati scientifici e i files che riguardano le cellule umane da valutare sono veri e sono stati messi a disposizione del gioco dalle banche dati dell’International Society for the Advancement of Cytometry (ISAC) di cui il prof. Andrea Cossarizza è recentemente stato Presidente, dall’International Clinical Cytometry Society e dalla European Society for Clinical Cell Analysis.

Negli ultimi mesi, i partecipanti al Project Discovery che hanno completato tutte le complesse fasi del gioco, guidati dall’avatar del prof. Cossarizza, sono stati oltre 327.000 in tutto il mondo e hanno analizzato oltre 115 milioni di files, per un totale di 330 anni/uomo di lavoro. Il gioco fornisce ai partecipanti le indicazioni per utilizzare uno strumento scientifico, il citofluorimetro (sofisticato strumento presente nei laboratori più avanzati), che serve a identificare i diversi gruppi di cellule presenti nel sangue. Attraverso le loro mosse i giocatori analizzano migliaia di linfociti, li devono riconoscere e raggruppare, e così facendo aiutano gli scienziati a capire come le differenti popolazioni e tipi di cellule vengano alterate a causa del coronavirus.

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Chi gioca, in realtà fa sul serio, combatte il virus, e non solo quello - afferma il prof. Andrea Cossarizza di Unimore, che è stato invitato a presentare questo progetto in un “TEDx talk” tenutosi a Modena a settembre 2020 – perché contribuisce a generare un algoritmo che a sua volta istruisce un software “nascosto” nel gioco. Questo software permetterà di eseguire analisi e identificare automaticamente le popolazioni cellulari di interesse. In pratica il mio avatar fa creare agli umani e poi fa crescere un sistema intelligente che istruisce gli strumenti scientifici, in modo tale che possano gestire in tempo reale un patrimonio di informazioni sempre più dettagliate, numerose e complesse, fondamentali al progresso della ricerca. Questo algoritmo, basato appunto sulle analisi dei giocatori e sui loro errori, ora sta per diventare un software aperto a tutti i ricercatori e i laboratoristi, che sarà utile non solo per la attuale pandemia, ma potrà essere usato nei laboratori per valutare decine di altre patologie, dalle leucemie alla risposta immunitaria ai tumori e ad altre infezioni”.

Per il secondo anno di fila, il premio arriva a Modena, dopo la vittoria nel 2020 di Massimo Bottura per “Kitchen Quarantine”. Come personaggio web dell’anno, i votanti hanno scelto il dott. Anthony Fauci.

“A parte la soddisfazione per un premio francamente inaspettato e per il bis fatto a Modena – conclude il prof. Cossarizza – sono molto felice perché il gioco ha permesso di avvicinare al mondo della scienza, e in particolare all’immunologia, un grandissimo numero di persone di ogni età che forse mai lo avrebbero fatto, e che si sono pure divertite, facendo, però, progredire la ricerca”.

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