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Alluvione, colpita l'agricoltura. Danni ingenti per le imprese agricole

Coldiretti sottolinea come il territorio allagato sia tra i più fertili della provincia e a vocazione prettamente agricola. Confagricoltura chiede più sforzi contro gli animali fossori

La falla nell'argine del fiume Panaro tra Gaggio e Bagazzano, che dalle prime ore del mattino ha causato l'inondazione dei territori da Castelfranco fino ad arrivare a Modena e Nonantola sta lasciando pesanti strascichi proprio sull'attività agricola. Lo evidenzia Coldiretti Modena nel sottolineare che l'alluvione ha colpito uno dei territori più fertili della campagna modenese caratterizzata da coltivazioni a seminativi ma anche vigneti, frutteti e allevamenti di bovini da latte per Parmigiano Reggiano.

"Nelle campagne – rende noto Coldiretti Modena – si registrano, oltre ai disagi degli agricoltori e delle loro famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case, danni alle abitazioni e ai magazzini, attrezzature e trattori resi inutilizzabili, campi di grano sommersi. Senza contare i problemi legati all’interruzione della viabilità e alle infrastrutture del territorio. Allerta alta per le stalle, come quella di Eugenio Benedetti, dove gli agricoltori sono già pronti a mungere gli animali con attrezzature portatili e a trasferirli in un luogo asciutto nel caso l’acqua dovesse raggiungere l’azienda".

Sui luoghi del disastro anche il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, la cui azienda agricola ricade proprio nel territorio colpito dall’alluvione.

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"In attesa di vedere fino a dove si spingerà la massa d’acqua – afferma Coldiretti Modena – il pericolo deriva dal persistere dell’acqua sui terreni che può mettere a serio rischio la sopravvivenza delle piante a causa dell’ambiente asfittico creato dall’inondazione".

"Le ultime bufere fanno salire il conto degli eventi estremi che hanno colpito l’Italia nel 2020 con una media, fino ad ora, di oltre quattro nubifragi al giorno tra nevicate anomale, grandinate, tornado, tempeste di fulmini e bombe d’acqua che hanno provocato danni nelle città e nelle campagne ma soprattutto decine di vittime, secondo l’analisi della Coldiretti della banca dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione ed il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che nelle campagne ha provocato danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti".

"Sicuramente ci sono centinaia di ettari di medicai e di campi coltivati a cereali autunno vernini completamente compromessi - aggiunge invece il presidente di Confagricoltura Modena, Gianfranco Corradi –. L’acqua ha invaso stalle, magazzini, attrezzature, macchinari e spacci aziendali pronti per le vendite degli omaggi natalizi; ha danneggiato gli agriturismi nella fase di ripresa dopo il blocco dovuto all’epidemia da Covid e nel momento più promettente dell’anno".

L’intervento dell’ente di bonifica che nelle ultime 48 ore ha permesso di svuotare i canali, aprendo tutte le paratoie. "Ma – sottolinea Corradi – si deve intervenire con forza per contenere l’esplosione del numero di nutrie, istrici e volpi, ossia dei cosiddetti animali fossori, che scavano tane sugli argini dei fiumi rendendo più complicata la manutenzione costante degli alvei fluviali".

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