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Alluvione, colpiti 4mila ettari di campagne e 200 aziende agricole

Danni anche in montagna: a Samone isolato un agriturismo. Coldiretti fa la conta dei danni e sollecita nuove risposte per il territorio

Sono 4.000 gli ettari di campagna modenese, per un totale di circa 200 aziende agricole, andati sott’acqua dopo che nella prime ore di ieri una falla si è aperta nel fiume Panaro provocando l’inondazione del territorio che da Castelfranco arriva a Nonantola e alle porte della città di Modena.

E’ una prima stima di Coldiretti Modena sui danni dell’alluvione mentre ancora non si son delimitati i confini del disastro a causa del continuo fluire delle acque e della pioggia che in queste ore a ricominciato a scendere.

A fare le spese, sottolinea a Coldiretti Modena, uno dei territori più fertili della campagna modenese caratterizzata da coltivazioni a seminativi ma anche vigneti, frutteti e allevamenti di suini e bovini da latte per Parmigiano Reggiano dove, oltre ai disagi degli agricoltori e delle loro famiglie (che se non hanno dovuto abbandonare le loro case, si trovano al freddo e al buio a causa della mancanza di energia elettrica) si segnalano danni alle abitazioni e ai magazzini, attrezzature e trattori resi inutilizzabili, campi di grano sommersi. Senza contare i problemi legati all’interruzione della viabilità e alle infrastrutture del territorio.

VIDEO | L'elicottero dei Carabinieri sorvola l'area allagata dal Panaro

Ma danni si registrano anche in montagna – rende noto Coldiretti Modena - dove a causa dalla rottura del sostegno del ponte Samone causata dalla foga delle acque del Panaro l’agriturismo Mulino Vecchio (in località Samone) è diventato praticamente irraggiungibile per i potenziali clienti. La chiusura del ponte rende infatti impossibile, se non a patto di allungare il percorso di almeno 10km, raggiungere la struttura che proprio ieri, con l’ingresso dell’Emilia Romagna nella zona gialla, avrebbe dovuto riaprire il servizio di ristorazione dopo lo stop forzato imposto dall’emergenza sanitaria. L’agriturismo – ricorda Coldiretti - ha subito peraltro anche danni diretti a causa del crollo di uno dei muri di contenimento aziendale.

“Si tratta purtroppo – afferma il Presidente di Coldiretti Modena Luca Borsari – di una situazione che abbiamo già vissuto in tempi recenti e che speravamo di non dover rivivere. Assistiamo ancora una volta alle conseguenze dei cambiamenti climatici con piogge estremamente irregolari e abbondanti che vanno ad abbattersi su argini probabilmente indeboliti e resi fragili da animali come le nutrie e altre specie fossorie che scavano le proprie tane proprio negli argini e i cui numeri appaiono sempre di più fuori controllo. I cambiamenti climatici ci mettono di fronte a situazioni nuove che dobbiamo affrontare in un’ottica di prevenzione – continua Borsari - tenendo presente almeno queste questioni fondamentali: una valutazione seria e approfondita del nodo idraulico della provincia di Modena; l’impatto della fauna selvatica (come nutrie, volpi, istrici) sulla tenuta degli argini e un approccio agronomicamente sostenibile alla gestione di parche e aree naturali.”

VIDEO | Esondazione Panaro, le testimonianze dei cittadini di Nonantola 

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