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"Effetto AstraZeneca", tra i modenesi che avevano prenotato il 10% rinuncia al vaccino

Un segnale negativo, in una campagna vaccinale che stenta a decollare. Complessivamente la risposta della popolazione modenese è però più che buona

"Sono molto sorpreso dalla comunicazione sulla campagna vaccinale". Ad esternare tutta la sua perplessità per atteggiamenti che definisce "irrazionali" su quanto si sta verificando in merito ai vaccini anti-covid è Antonio Brambilla, Direttore Generale dell'Ausl di Modena. Nel consueto appuntamento con la stampa, il DG ha illustrato i numeri aggiornati sull'epidemia e in particolare sulla campagna vaccinale, commentando i tanti intoppi che la distribuzione dei farmaci sta avendo e una certa sfiducia che sta nascendo fra la popolazione.

"I rischi che si corrono a fare la vaccinazione sono enormemente inferiori a rischio di contrarre il covid - ha ribadito Brambilla - La popolazione deve avere fiducia nella campagna vaccinale. Fortunatamente a Modena abbiamo avuto poche disdette, ma in altre province la situazione è più seria. Credo che la popolazione modenese abbia capito che vaccinazione è sicura".

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In effetti i numeri disponibili al momento parlano di un'adesione massiccia, per quanto lo scetticismo non sia affatto assente. Il cosiddetto "effetto AstraZeneca" si è sentito anche sul nostro territorio: non si è presentato al punto vaccinale il 10% di chi aveva prenotato ed era stato assegnato alla somministrazione del siero anglo-svedese. A pesare sono stati sicuramente il sequestro e la sospensione temporanea, che ha creato insicurezze fra i cittadini.

Più in generale, sono decisamente buone le percentuali di chi si è prenotato per sottoporsi alla vaccinazione. Fra gli over 85 non si è fatto avanti finora il 14,4% della popolazione, mentre la percentuale scende al 11,5% per la fascia 80-84 anni. Più consistente il dato tra i 75-79 anni, il 17,7%. Su quest'ultima fascia di età, secondo il Direttore dell'Ausl, ha pesato l'effetto AstraZeneca. Troppo presto per citare statistiche relative ai 70-74 anni, le cui prenotazioni sono aperte da meno di 48 ore.

I numeri sono positivi anche per le altre categorie, sia in ambito sanitario che in quello scolastico. Fra il personale delle scuole sono state vaccinate dai medici di famiglia oltre 12.000 persone, a fronte di poco più di 14.000 candidati.

L'Ausl di Modena segnala anche un secondo effetto tangibile della campagna vaccinale: se i contagi in ambito sanitario sono crollati verticalmente come prima risultanza delle inoculazioni, stanno diminuendo ora in modo sensibile anche i ricoveri fra gli anziani, ovvero quel target che ha già raggiunto percentuali notevoli di copertura vaccinale. Oggi oltre la metà dei pazienti ospedalizzati ha meno di 74 anni. Non risultano neppure ricoveri di anziani che erano già stati vaccinati con almeno una dose.

Certo è che la somministrazione di massa del vaccino prosegue piuttosto a rilento e con tante incognite. Ultima in ordine di tempo la consegna posticipata del siero Johnson&Johnson, che avrebbe dovuto garantire 4.000 dosi a Modena nel mese di aprile. L'Ausl dichiara una potenzialità di 8-10mila vaccinazioni giorno, tranquillamente in grado di soddisfare le 5.200 dosi quotidiane fissate come obiettivo dallo Stato: purtroppo però le scorte sono esigue e nell'ultimo mese l'obiettivo è stato centrato solo in due giorni. Senza svolta nelle forniture si allontana sempre di più l'obiettivo di completare la campagna entro l'autunno.

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