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Covid. Calano i contagi nel modenese, ma aumentano i contatti in isolamento

n due settimane cresce del 2,3% il numero di modenese "non suscettibili di infezione, che oggi sono il 28,6% del totale della popolazione residente

Nell’ultima settimana sono leggermente diminuiti il numero di nuovi casi e la percentuale di positività, a fronte di un aumento del numero di persone esaminate. In aumento le persone in isolamento domiciliare, a causa dell’incremento dei contatti stretti posti in quarantena.

Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 27 aprile (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 62.531 (erano 61.351 lo scorso 19 aprile).

Al 28 aprile, in provincia di Modena sono accertati 3974 (erano 4589 il 19 aprile, -13,5%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 3730 sono in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 244 ricoverati.

Ricoveri totali

Al 28 aprile sono 244 (erano 351 il 19 aprile, -30,5%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultano ricoverati 136 pazienti covid positivi, 80 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 28 all’Ospedale di Sassuolo Spa. 

Persone in isolamento domiciliare

Al 28 aprile sono in isolamento 7.392 (erano 6.419 il 19 aprile, +15%) persone. In particolare 3.730 (erano 4.238) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 28 sono accolti presso l’hotel Tiby e 29 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Fanano e Soliera. Somno invece 3.662 (erano 2.181) i contatti stretti di casi accertati in isolamento.  

Sul fronte delle USCA, nell’ultimo periodo di rilevazione (12 – 18 aprile 2021) le 12 Unità speciali di continuità assistenziale (di cui una pediatrica) attive in provincia hanno assistito 288 pazienti per un totale di 130 medici coinvolti.

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Stima della popolazione non suscettibile di infezione

Da alcuni giorni è stato introdotto un nuovo capitolo che stima la popolazione suscettibile e non suscettibile all'infezione utilizzando la positività al tampone molecolare o al test sierologico e l'avvenuta vaccinazione con una o due dosi. Di conseguenza è stato eliminato il capitolo sulla sierologia. Sono considerate “non suscettibili” tutte le persone che hanno già avuto l’infezione (documentata da un tampone molecolare o da un esame sierologico), consapevoli che anche la scienza non ha ancora espresso chiaramente per quanto tempo rimane protetta una persona che ha già avuto covid (nell’arco dell’intera pandemia) e quelle che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. Anche in questo caso nella consapevolezza che una sola dose offra una protezione solo parziale, e che comunque, anche dopo il completamento del ciclo vaccinale, occorre un lasso di tempo tra l’inoculazione e l’inizio di questa protezione.

Al 22 aprile (ultimo dato disponibile), il 28,6% (era 26,3% il 15 aprile) della popolazione residente in provincia risulta non suscettibile di infezione, mentre il 71,4% risulta ancora suscettibile. Del totale dei non suscettibili, nella maggior parte dei casi la protezione deriva principalmente dall’aver avuto almeno una dose di vaccino (19,6%); nel 6,8% dei casi solo per aver avuto una diagnosi di infezione tramite tampone.

La percentuale di suscettibili decresce notevolmente all’aumentare della fascia di età, in relazione all’aumento della popolazione già vaccinata. Ad esempio, considerando come non suscettibili le persone con tampone PCR positivo o sierologia positiva o vaccinati, la stima di persone ancora suscettibili di infezione negli over 85 è del 21,6% (due dosi di vaccino, mentre è dell’11,5% se si considerano anche coloro che hanno ricevuto una sola dose).

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