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Detrazione dal 730. Caf Cisl: "Un problema per molti modenesi causa spese non tracciabili"

Aver effettuato negli anni scorsi pagamenti in contanti di spese ora detraibili solo se il metodo di pagamento è tracciabile. Un problema di molti modenesi

Sono molti più del previsto i modenesi, soprattutto anziani e pensionati, che l’anno scorso hanno pagato in contanti alcune spese che possono detrarre solo se il pagamento è tracciabile.

A rilevare il fenomeno è il Caf (Centro assistenza fiscale) Cisl Emilia Centrale, che tra Modena e Reggio assiste ogni anno oltre 70 mila cittadini nella compilazione della dichiarazione dei redditi.

"A gennaio 2020 è entrata in vigore una norma che prevede siano detraibili al 19% (cioè vanno a diminuire l’Irpef dovuta) solo le spese tracciabili, quelle cioè pagate con assegno, bonifico bancario, carta di credito o bancomat – spiega il responsabile del Caf Cisl Emilia Centrale Franco Saracino – Parliamo, per esempio, delle spese mediche, quelle per l'iscrizione dei figli alle scuole superiori, università e attività sportive, gli affitti per gli studenti fuori sede, le spese funebri, i contributi per le badanti e altre. Si possono, invece, pagare ancora in contanti le medicine e detrarre la relativa spesa presentando gli scontrini fiscali della farmacia.

Abbiamo cominciato la campagna fiscale il 6 aprile e in queste due prime settimane ci siamo accorti che molti cittadini, soprattutto anziani, l’anno scorso hanno continuato a pagare in contanti le spese per la cui detraibilità è invece necessaria la tracciabilità".

Il fenomeno non riguarda solo Modena, ma l’intero Paese, tanto è vero che la consulta nazionale dei Caf ha chiesto ufficialmente all’Agenzia delle Entrate una deroga, per il solo 2020, all’obbligo dei pagamenti tracciabili come condizione per avere diritto alla detrazione del 19%.

"Anche a causa dell’insufficiente pubblicità data a questa norma, molte persone ne ignoravano l’esistenza. Si tratta – sottolinea Saracino - soprattutto di contribuenti che appartengono alle fasce più deboli del Paese e che, per ragioni anagrafiche e culturali, sono meno abituate all’utilizzo della moneta elettronica.

Privare queste persone della possibilità di sfruttare la detrazione sarebbe davvero ingiusto, – conclude il responsabile del Caf Cisl Emilia Centrale – soprattutto in questo momento di grande difficoltà economica dovuta alla pandemia".

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