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Martedì, 21 Maggio 2024
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Critiche a Italpizza sul modello di lavoro precario, il tribunale condanna lo scrittore Giovanni Iozzoli

Gli articoli del 2019 sono valsi a Iozzoli una condanna per diffamazione. Solidarietà da sinistra e una petizione online

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Il 7 maggio il Tribunale di Modena ha condannato Giovanni Iozzoli, scrittore, delegato sindacale e redattore della rivista digitale  “Carmilla online”, al pagamento di circa 20.000 euro (tra risarcimento e spese legali) a favore dell’azienda Italpizza, colosso dell’export agroalimentare modenese.

Italpizza si era sentita diffamata da un articolo di Iozzoli, pubblicato onelinenel 2019, nel quale si raccontava della durissima vertenza sindacale che aveva costretto l’azienda, per diversi mesi, a un prolungato braccio di ferro con le sue maestranze. Al centro della vertenza il lavoro povero, precario, gli appalti interni e i contratti inadeguati: un tema che aveva scaldato una lunga stagione sindacale a San Donnino e contro il quale Iozzoli aveva usato parole molto forti.

Il racconto di quella lotta, prodotto da Iozzoli, ha portato a una denuncia per diffamazione aggravata da parte di Italpizza; il primo grado di giudizio si è concluso con la pesante condanna per lo scrittore.

Condanna che ha sollevato altre polemiche e solidarietà verso Iozzoli. Scrive Modena Volta Pagina: "Il fatto che un potentato economico del territorio, dai solidi agganci politici, si accanisca contro un privato cittadino reo di aver criticato le sue politiche del lavoro, è un fatto di inedita gravità, soprattutto per Modena. Il segnale che arriva da questa sentenza è che i centri di potere economico e finanziario si sentono ormai al di sopra del giudizio della società civile e considerano un delitto la messa in discussione delle loro scelte, che hanno del resto sempre gravi ricadute sul tessuto economico e sociale del territorio. Per questo esprimiamo solidarietà a Giovanni Iozzoli e sosterremo il suo diritto a difendersi da questa ingiusta condanna in tutte le sedi opportune, perchè non possiamo accettare il ridimensionamento della libertà costituzionale di espressione e di critica, specie nei confronti del potere d'impresa". 

Anche Rifondazione Comunista si è schierata al fianco del sindacalista e scrittore modenese: "Per noi questa non è una colpa, anzi grazie agli articoli di Giovanni Iozzoli l’opinione pubblica ha conosciuto le motivazioni alla base della vertenza sindacale ed ha potuto apprezzare il miglioramento delle condizioni di lavoro che la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori è riuscita ad imporre. Condannare Giovanni Iozzoli a questa pesante sanzione significa condannare il giornalismo di inchiesta e il diritto dell’opinione pubblica ad una informazione completa e non subalterna ai potentati di turno. Questa sentenza di condanna non riguarda solo Giovanni Iozzoli ma interessa l’intero mondo del lavoro, e per questo il Partito della Rifondazione Comunista sostiene Giovanni Iozzoli e aderisce alla petizione online in sua solidarietà".

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