Donazioni senza sosta, termometri a infrarossi ed ecografi per gli ospedali modenesi

4 termometri per misurare la temperatura “a distanza”. Un ecotomografo per le esigenze della Terapia Intensiva donato da Italpizza. 

Quattro termometri a infrarossi per la misurazione a distanza della temperatura sono stati acquistati grazie alla donazione dello Studio Architetti Elisabetta Masi e Gianluigi Ricciardi di Valsamoggia (BO) al Dipartimento di Medicine Specialistiche dell’AOU di Modena diretto dalla prof.ssa Erica Villa. I quattro dispositivi sono stati consegnati mercoledì 1° aprile al Policlinico di Modena e verranno utilizzati per la misurazione della febbre senza contatto, caratteristica fondamentale in questo periodo.

Lo stesso giorno è stato consegnato da Italpizza alla Terapia Intensiva del Policlinico un ecotomografo di ultima generazione della Marca GE Mod. Venue con ingombro particolarmente contenuto, dotato di un monitor con ampio schermo e comandi completamente touch screen molto intuitivi per facilitare le operazioni nelle situazioni critiche. Si tratta di un’apparecchiatura multidisciplinare per utilizzo prevalentemente anestesiologico in sala operatoria e reparti di terapia intensiva/rianimazione, di elevate prestazioni con possibilità di applicazioni 2D ma anche 3D/4D estendibili anche all’ambito cardiologico con sonde e software evoluti dedicati per pratiche anestesiologiche di tipo operativo come gli accesi venosi”.

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L’utilizzo dell’ecografia polmonare in pazienti con polmonite interstiziale da COVID19 è fondamentale sia per fare diagnosi sia per monitorare l’andamento terapeutico durante la permanenza in Terapia Intensiva e questo riduce la necessità di altri esami radiologici - spiega il prof. Massimo Girardis, Direttore della Terapia Intensiva del Policlinico – caratteristica che la rende decisiva nel contesto in cui ci stiamo muovendo perché ci evita di dover spostare il paziente. L’apparecchiatura che ci è stata donata, inoltre, è totalmente sanificabile, altra caratteristica decisiva. Si tratta quindi di uno strumento fondamentale di diagnostica che ci consente di agire in sicurezza per gli operatori e per i pazienti”.

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