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La dottoressa Micaela Piccoli candidata alla presidenza dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani

La dottoressa Micaela Piccoli, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove Tecnologie dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara, si candida alla presidenza dell’ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Società Scientifica che raccoglie circa 8000 soci in tutta Italia di cui circa un 20% sono donne

La dottoressa Micaela Piccoli, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove Tecnologie dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara, si candida alla presidenza dell’ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Società Scientifica che raccoglie circa 8000 soci in tutta Italia di cui circa un 20% sono donne. Le elezioni, per i soci ACOI, si terranno a Milano durante il Congresso Nazionale ACOI, dal 17 al 20 ottobre. Romana di nascita, classe 1967, ma Modenese di adozione, Micaela Piccoli è una delle cinque donne primario in chirurgia generale, ospedaliere in Italia.

VIDEO | Dottoressa Piccoli prima donna a candidarsi alla presidenza dell’ACOI

La Direzione desidera complimentarsi con la dottoressa Piccoli per la candidatura a questa importante società scientifica – ha commentato il Direttore Amministrativo, dottor Lorenzo Broccoli – e farle un forte in bocca al lupo per questa sfida professionale.”

Lista Per una nuova ACOI

La Lista guidata dalla dottoressa Micaela Piccoli si chiama Per una nuova ACOI  e vede come consiglieri candidati sette giovani e stimati chirurghi, primari e non primari, direttori di grandi e piccoli ospedali, pubblici e privati, a rappresentanza di sette regioni italiane: Il dottor Andrea Coratti (51 anni, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’Ospedale Misericordia di Grosseto, in Toscana), la dottoressa Maria Grazia Esposito (47 anni, chirurgo presso l’UOSD di Chirurgia endocrina ed eco-guidata dell’ Ospedale del Mare , di Napoli, Campania), il dottor Alessandro Ferrero (54 anni, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale ed Oncologica dell’Ospedale Mauriziano di Torino, Piemonte; direttore della Scuola Speciale ACOI di Chirurgia Epatica), dottoressa Isabella Frigerio (47, anni, chirurgo presso la Chirurgia  del Pancreas dell’Ospedale Pederzoli, Peschiera del Garda, Verona,  Veneto), dottor Pietro Mezzatesta (51 anni, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Oncologica, Casa di Cura La Maddalena di Palermo, Sicilia), dottor Graziano Pernazza (47 anni, Direttore della UOSD di Chirurgia Generale Robotica presso l’ Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, Lazio), dottor Nereo Vettoretto (51 anni, direttore della Chirurgia di Montichiari, Ospedale Spoke dell’ASST Spedali Civili di Brescia, Lombardia)

Era il 2018 – racconta la dottoressa Micaela Piccoli - quando al Congresso Congiunto di 26 Società Scientifiche Italiane, i diversi Presidenti vennero invitati sul palco durante la cerimonia inaugurale. Vedere 26 Presidenti uomini, ultrasessantenni, è stato per me come scattare la fotografia di una realtà chirurgica italiana ancora legata a vecchi stereotipi di genere e di etàdove le nuove generazioni e la componente femminile vedono spesso precluse le alte cariche direttive. L’unica presidente donna ad alzarsi fu un ospite d’onore: la professoressa Barbara Lee Bass Presidente dell’American College of Surgeons – ACS, che raccoglie più di 80.000 membri, di cui circa 70.000 negli Stati Uniti e in Canada e circa 10.000 in altri paesi, il che rende l'ACS la più grande associazione di chirurghi al mondo. Prima del suo discorso, la Lee Bass rivolse a tutti quei 26 presidenti un’unica domanda a cui non ebbe risposta: No women? Ovvero Nessuna donna? In quel momento ho pensato che sarebbe stato giusto provare a cambiare, mettendomi a disposizione per questo rinnovamento”.

Romana di nascita, classe 1967, ma Modenese di adozione, la dottoressa Piccoli si è laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Modena nel 1991, si specializzava con il massimo punteggio in Chirurgia generale con una delle prime tesi in Italia sulla chirurgia laparoscopica e mini-invasiva. È diventata Dirigente Medico dell’UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale Sant’Agostino Estense di Modena nel 1997, diretta dal professor Gianluigi Melotti, e assumeva nel 2008 la Responsabilità dell’Unità Operativa Semplice di Endocrino-chirurgia. Nel 2015 diventa Direttore facente funzione, della UOC di Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove Tecnologie del Nuovo Ospedale Sant’Agostino Estense di Baggiovara fino alla nomina nel 2017 di Direttore effettivo. Nel 2010 ha eseguito la prima tiroidectomia transascellare robotica in Italia di cui oggi detiene la maggiore casistica europea. Ha fatto parte dell’equipe chirurgica che ha eseguito gli unici interventi al mondo di diverticulectomia esofagea cervicale, per via transascellare robotica. Ha ricoperto numerose cariche apicali in Società ScientificheConsigliere Nazionale ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) dal 2011 al 2016. Nel 2018 è stata eletta consigliere nazionale e vicepresidente della Società Italiana di Chirurgia (SIC). Responsabile scientifico dal 2003 e Direttore dal 2017 della Scuola Speciale Nazionale ACOI di chirurgia laparoscopica e mini-invasiva. Nel 2021 Socia fondatrice dell’Associazione Donne Leader in Sanità

La mia Candidatura – aggiunge la dottoressa Piccoli - sollecitata da molti soci ACOI ed amici chirurghi autorevoli italiani e stranieri che mi stanno accompagnando sui social con moltissimi video di endorsement, si inserisce in un lungo percorso all’interno dell’ACOI che mi ha visto assolvere negli ultimi vent’anni diverse cariche, facendo una vera e propria gavetta, dalla Segreteria e poi Presidenza della Commissione di video chirurgia, alla Presidenza della Commissione Donne in Chirurgia, fino ad essere consigliere nazionale per due mandati ed ora Direttrice di una delle Scuole Speciali ACOI più rilevanti come potere formativo (oltre 100 discenti l’anno) rivolto alle nuove generazioni. Io non chiedo ovviamente di essere votata perché donna, ma solo perché donna chirurgo che merita! Per la lunga militanza in ACOI, per la grande visibilità nazionale ed internazionale, per la mia professionalità al servizio dei pazienti, per la mia competenza al servizio della formazione dei giovani chirurghi”.

Valorizzare i giovani all’interno dell’ACOI è uno dei punti qualificanti di un corposo programma elettorale. Alle donne chirurgo verrà rivolta particolare attenzione nel garantire pari rappresentatività nell’organigramma ACOI a vari livelli, alta partecipazione nei Congressi a seconda delle competenze, pari opportunità di formazione all’interno dei vari percorsi societari, supporto nella costruzione di un percorso di carriera. “Il nostro motto – conclude la dottoressa Piccoli – è non arrendersi mai, nella convinzione che il cambiamento sia oggi necessario per un’ACOI rispettosa dell’eredità dei maestri, ma giovane, inclusiva e proiettata alla valorizzazione di tutti i soci disposti a mettersi in giocoDalla trasparenza delle idee, con determinazione, passione, tenacia e competenza, verso obiettivi condivisi da tutti”.

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