Dpcm | Mascherine, dove e quando sono (e non sono) obbligatorie

I dispositivi di protezione individuale vanno indossati sempre nei luoghi chiusi (tranne che a casa) e anche all'aperto in presenza di persone non conviventi. Ecco le nuove regole e le multe previste

(foto ANSA/LUCA ZENNARO)

Via libera del Consiglio dei ministri all'estensione dello stato di emergenza per il coronavirus: è stato prorogato fino al 31 gennaio 2021. Non solo: nell'ambito del decreto legge Covid, il Cdm ha approvato una norma che proroga il Dpcm con le norme anti contagio ora in vigore al 15 ottobre. Con una novità: diventa da subito effettivo l'obbligo di indossare le mascherine anche all'aperto su tutto il territorio nazionale, se si è vicini a persone non conviventi. La disposizione relativa al nuovo obbligo sarà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge Covid.

Nuovo Dpcm: dove e quando sono (e non sono) obbligatorie le mascherine

Entro il 15 ottobre andrà dunque adottato un nuovo Dpcm che confermi o aggiorni le regole anti contagio che sarebbero scadute oggi e che sono invece prorogate. Dove e quando sono (e non sono) obbligatorie le mascherine? Oltre che all'aperto se in presenza di persone non conviventi, la mascherina è obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, ad eccezione delle abitazioni private. È la novità che, a quanto apprende l'agenzia Ansa, è stata introdotta dal Consiglio dei ministri nel nuovo decreto Covid:

"L'obbligo al chiuso era previsto per i soli luoghi aperti al pubblico, arriva ora un'ulteriore stretta e l'obbligo scatta ovunque tranne che nella propria abitazione".

Il nuovo Dpcm introduce "l'obbligo di avere sempre con sé, dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l'obbligatorietà dell'utilizzo nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e in tutti i luoghi all'aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche, produttive e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande", scrive l'agenzia di stampa Dire.

Sono esentati dall'obbligo di mascherina:

  • I bambini di età inferiore ai sei anni;
  • chi si trova in una condizione di isolamento, quando si è lontano dagli altri: per esempio se si va in campagna, in giardino, nel proprio orto;
  • chi sta svolgendo attività motoria e sportiva, fermo restando il distanziamento di almeno 2 metri;
  • i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, ospite a "Oggi è un altro giorno" su Rai 1, ha precisato che "la mascherina andrà indossata sempre. La frase nel Dpcm significa che nelle situazioni di isolamento, cioè una corsa in un bosco o mentre sono in un parco dove non c'è nessuno, o in una condizione di isolamento posso non indossarla. Quindi l'indicazione è portatela sempre con voi. Le eccezioni vere sono i bambini dai 6 anni in giù, le persone che hanno una certificazione secondo cui la mascherina "non è confacente alla loro salute e ci sono le situazioni di disabilità in cui la mascherina si può non indossare".

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Mascherine obbligatorie: le multe per i trasgressori

Per i trasgressori sono previste multe a partire da 400 euro, che possono arrivare anche a mille. Anche gli esercenti che non fanno rispettare i divieti all’interno del proprio locale/negozio rischiano una multa da 400 a mille euro. Chi viene multato perché non indossa il dispositivo di protezione individuale dove è previsto l’obbligo può contestare la sanzione se la ritiene ingiusta? La risposta è sì, almeno in linea teorica. La sanzione è contestabile: le multe per violazione delle misure anti-Covid, infatti, sono sanzioni amministrative e, pertanto, si può fare ricorso al prefetto o al giudice di pace. 

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