Eccezionale intervento all’Ospedale di Carpi, specialisti in rete per curare una metastasi

Grazie alla collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli, il Ramazzini tra i poli di riferimento per il trattamento delle patologie muscolo-scheletriche

Un intervento chirurgico unico nel suo genere per la provincia di Modena è stato effettuato nei giorni scorsi all’Ospedale Ramazzini di Carpi su un uomo di 46 anni, residente nella Bassa modenese. La complessa operazione, necessaria per asportare una metastasi ossea a livello dell’omero sinistro con conseguente innesto di protesi modulare, è stata effettuata al Ramazzini grazie al percorso avviato da un team multidisciplinare, formato da oncologi e ortopedici dell’Azienda USL di Modena, in collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, struttura d’eccellenza a livello mondiale. In sala operatoria erano presenti, tra gli altri, Costantino Errani, medico ortopedico della Clinica 3 del Rizzoli diretta dal Prof. Davide Maria Donati, Fabrizio Artioli, direttore della Struttura Complessa di Medicina Oncologica Area Nord dell’Ausl di Modena, Saverio Luppino, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia Ausl, e Alberto Ferrari, medico ortopedico del Ramazzini.

Durata oltre due ore, la delicata operazione si inserisce nell’ambito del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) sulle metastasi muscolo-scheletriche per l’Area Vasta Emilia Est, il cui referente è l’Istituto Ortopedico Rizzoli. Una patologia, quella delle metastasi ossee, in costante crescita: ogni anno sono oltre 35.000 i nuovi casi registrati in Italia, di cui circa 400 in provincia di Modena. Numeri che hanno spinto i professionisti a fare rete, promuovendo un approccio collegiale a tutto vantaggio dei cittadini e della qualità delle cure.

“L’intervento svolto al Ramazzini è un ottimo esempio di collaborazione tra professionisti di diverse specialità – dichiara il dottor Artioli – e mette in evidenza la grande funzione svolta dalla rete oncologica provinciale e non solo. Dopo la presa in carico all’Ospedale di Mirandola, la situazione clinica del paziente è stata discussa collegialmente, come previsto dal Pdta, elemento rivoluzionario perché permette al paziente di avere un consulto multidisciplinare senza doversi recare dai singoli professionisti”.

“Il percorso che ha portato a questa importante operazione – spiega il dottor Luppino – è partito a settembre, quando l’Unità operativa di Ortopedia del Ramazzini di Carpi, grazie al supporto della Direzione sanitaria dell’Azienda USL di Modena, ha iniziato a partecipare agli incontri multidisciplinari previsti dal Pdta sulle metastasi muscolo-scheletriche. Grazie a questa partecipazione e al supporto della Clinica 3 del Rizzoli con il dottor Errani è stato possibile per la prima volta effettuare l’intervento al Ramazzini. Ritengo che in una struttura come l’ospedale di Carpi vi siano tutte le professionalità in campo medico e chirurgico per poter prendere in carico anche pazienti oncologici che richiedano un trattamento chirurgico sulle metastasi”.

Le fasi dell’intervento

Il paziente, con una patologia neoplastica al rene, da circa un mese era in carico al Day Hospital Oncologico dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola diretto da Paola Nasuti. È stato operato all’Ospedale Ramazzini di Carpi lo scorso marzo al rene. Lo scorso 7 maggio, dopo un’attenta valutazione da parte del gruppo multidisciplinare, l’intervento su una metastasi. L’équipe medica intervenuta in sala operatoria ha dapprima asportato il segmento osseo aggredito dalla metastasi, sostituendolo con una protesi modulare oncologica. Si tratta di una protesi in materiale composito, polietilene ad alta densità e lega di titanio, che permette la ricostruzione dell’articolazione. Dopo l’intervento il 46enne, seguito dall’oncologa Elisa Bannò del Day Hospital Oncologico di Mirandola, ha osservato un periodo di circa 30 giorni di completa immobilizzazione, per favorire la cicatrizzazione dei tessuti, a cui seguiranno riabilitazione ortopedica e terapie oncologiche che potrà effettuare vicino al proprio domicilio, presso l’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, grazie alla presenza in quella sede di tutti i professionisti necessari all’assistenza per queste tipologie di pazienti.

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